Notiziario EdC

Economia di Comunione una cultura nuova rivista diretta da Alberto Ferrucci

Periodico quadrimestrale nato per collegare quanti aderiscono al progetto di Chiara Lubich per una economia di comunione nella libertà.

Cover_32Una economia per persone che si realizzano nella relazionalità, anziché nell'egoismo razionale, basata - anziché su una lotta per prevalere - su un "impegno per crescere insieme", rischiando risorse economiche, inventiva e talenti, per condividere la cultura del dare del Vangelo.

Cultura del dare che si dimostra sempre più fondamentale per orientare l'umanità negli anni Duemila, alla ricerca di nuove strade per affrontare la sfida ambientale e scongiurare nuove atrocità tra gli uomini causate dalla globalizazione dell'economia.

EdC n. 32 scarica il notiziario in formato di stampa

vedi anche: documenti PDF/notiziario EdC (archivio PDF, n°20 ad oggi)

I numeri precedenti del Notiziario possono essere scaricati dal sito:
http://tesi.ecodicom.net/notiziario.phplink.gif

Una raccolta degli articoli più significativi dei primi 10 anni e 20 numeri del Notiziario "Economia di Comunione - Una cultura nuova" (dal 1994 al 2004) ha costituito il N.1 dei "Quaderni di Economia di Comunione" disponibile adesso online.

I progetti

I progetti

di Francesco Tortorella

da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

n28_pag._09__francesco_tortorellaPovertà, miseria, esclusione sono concetti che non identificano un’unica situazione, ma assumono connotazioni diverse in ogni contesto, in ogni epoca, per ogni persona. Ci sono situazioni di sofferenza dovute all’età o alla malattia, altre dovute alla mancanza temporanea di reddito sufficiente, disagi dovuti a calamità e altri dovuti alla carenza di istruzione.

Ci sono situazioni di povertà dalle quali è possibile riscattarsi – acquisendo una formazione professionale o ottenendo un credito per avviare un lavoro in proprio – e situazioni, invece, che possono essere alleviate ma non completamente superate – una disabilità permanente, una malattia cronica, una pensione insufficiente -. Povertà temporanee e povertà strutturali vanno affrontate in maniera diversa, con interventi diversi e adeguati a ciascuna situazione.

Per questo abbiamo intrapreso negli ultimi anni un cammino di distinzione e specializzazione delle attività, nell’ambito del quale gli utili delle imprese EdC vengono impiegati sempre più per investire sul futuro delle persone aiutate, per affrontare cioè quelle situazioni di disagio dalle quali è possibile uscire.

Laddove possibile si punta a creare nuovi posti di lavoro produttivi nelle imprese EdC e a sostenere Indonesia_1_ridl’avvio di microimprese, in modo tale da poter riscattarsi col proprio lavoro dall'aiuto esterno.

In altri casi l’aiuto è un investimento nell’istruzione e nella formazione professionale dei giovani: si offre un sostegno per completare gli studi di base, quelli universitari o professionali, in modo da avere maggiori possibilità di accesso al mondo del lavoro e quindi di un futuro migliore. Questo investimento è quello che sentiamo di dover sempre più sviluppare.

Ma l’aiuto agli indigenti riguarda anche le situazioni di povertà “cronica”, nelle quali occorre offrire un'assistenza a sostegno di necessità fondamentali: integrazione del reddito, assistenza medica, miglioramento e manutenzione delle abitazioni. Questo tipo di aiuto viene ora finanziato prevalentemente attraverso la comunione dei beni spontanea e a livello locale dei membri del Movimento dei Focolari, e solo in via sussidiaria con l’aiuto delle imprese EdC.

Il sostegno allo sviluppo professionale e all’occupazione

Il primo ambito nel quale si interviene con progetti di sviluppo è quello del lavoro. Nella maggior parte dei casi l’aiuto offerto dall’EdC, per l’avviamento di attività imprenditoriali o per il consolidamento di attività già avviate, viene concesso in parte in forma gratuita e in parte come prestito.

A questo scopo si costituisce localmente un fondo prestiti che eroga microcredito e che quindi si alimenta con il progressivo rientro dei fondi.

Le attività finanziate hanno sempre la caratteristica di creare posti di lavoro per persone indigenti che in precedenza avevano bisogno di un aiuto prolungato e che ora, invece, possono guadagnare il necessario con il proprio lavoro.

Riportiamo alcune delle azioni in corso di realizzazione nell’anno 2009:

Costa_dAvorio_ridCosta d’Avorio

Allevamento avicolo, Abidjan

Due giovani tecnici veterinari ed un’esperta direttrice amministrativa hanno avviato un allevamento di pulcini con l’obiettivo di vendere polli di qualità allevati in modo naturale. Il progetto punta nei prossimi anni a realizzare corsi di formazione professionale e a dare lavoro ad altri giovani.

Brasile

Ristorante “fast food”, Cascavel

Per rispondere alla drammatica situazione dei minori abbandonati o sottratti alle rispettive famiglie dai servizi sociali, una coppia ha adottato sette bambini con gravi problemi di salute. Con il contributo EdC si sta avviando un piccolo “fast food” con la vendita di prodotti fatti in casa, che consentirà di aumentare il reddito familiare e poter così sostenere le cure mediche dei bambini.

Pasticceria artigianale, Jandaia do Sul

Il contributo EdC consentirà di consolidare una piccola attività artigianale di pasticceria gestita da una madre di famiglia, che fino ad oggi vendeva i suoi prodotti presso fabbriche e attività commerciali trasportandoli in bicicletta.

Attraverso l’acquisto di un automezzo per le consegne e l’assunzione di una seconda persona come cuoca, l’attività potrà dare reddito stabile a due famiglie.

Impresa di scavi agricoli, Palmares do Sul

L’aiuto EdC è finalizzato a riavviare l’attività di una piccola impresa di scavi per l’agricoltura, che era stata costretta a interrompersi a causa della straordinaria stagione di piogge. Si è potuto riparare la scavatrice utilizzata dalla famiglia come fonte di reddito, consentendo così anche ad una delle figlie di riprendere gli studi interrotti per sovvenire alle necessità familiari.

Attività di rappresentanza, Curitiba

Grazie a un piccolo prestito sarà possibile sostituire la vettura ormai inutilizzabile con la quale un padre di famiglia svolge il suo lavoro di rappresentanza, consentendogli così di continuare l’attività.

Pizzeria a domicilio, Catalão

Da diversi anni un nucleo di famiglie si è organizzato, nel tempo libero, per produrre pizze da consegnare a domicilio, allo scopo di finanziare varie attività di formazione alla “cultura del dare”. Da quest’anno, con il sostegno dell’EdC, l’attività di volontariato si trasformerà in una vera e propria microimpresa dando un lavoro regolare a sei persone.

Di seguito, invece, i risultati di alcuni progetti sostenuti negli ultimi anni:

Serbia

Serbia__ridColtivazione di funghi, Becej

Scrivono dalla commissione EdC locale: “D. e E. sono felici e grati per il microcredito ottenuto, perché con questa attività riescono a guadagnare il necessario per la loro famiglia.Quest'anno sono riusciti a restituire la prima rata del prestito e hanno destinato una cifra analoga all'investimento nell’ampliamento della produzione. Anche il loro figlio aiuta nell'attività con grande entusiasmo; ha un lavoro saltuario ma vede nella coltivazione dei funghi la possibilità di un lavoro fisso e redditizio.A fine anno hanno donato una certa quantità di funghi come dono per i poveri e un’altra parte per le attività di formazione della comunità”.

Croazia

Azienda agricola, Krizevci

«Siamo al quarto anno di attività del frutteto e ci si aspetta la prima, più significativa raccolta di prugne (circa 30 tonnellate). Tutti i 3,5 ettari sono stati coltivati bene grazie alle macchine che abbiamo potuto acquistare attraverso il microcredito. L’aiuto professionale ci viene assicurato dall’Istituto Regionale di Frutticoltura e da un imprenditore italiano. Lo stato ci dà ogni anno un contributo, e alcuni imprenditori serbi coprono le spese per i trattamenti. Nel 2008, grazie al secondo prestito dell'EdC, ci è stato possibile assumere a tempo pieno una persona senza lavoro.Ora per assicurare una buona produzione si dovrebbe installare l’impianto d’irrigazione. Sono già stati fatti i lavori preparatori e stiamo cercando un finanziamento».

Produzione di calze, Krizevci

«Nel 2008 c’è stato un crescendo nella produzione di calze. Proprio grazie all'acquisto di una nuova Croazia_1_ridmacchina finanziata col microcredito EdC, ci è stato possibile accedere al bando per una fornitura al Ministero degli Affari Interni. Anche le vendite al nostro principale acquirente sono cresciute durante tutto l’anno. Così abbiamo potuto dare lavoro ancora a una persona.Gli stipendi dei nostri operai sono bassi anche se in media circa il 40% più alti della media degli stipendi nell'industria tessile in Croazia.

Negli ultimi mesi si è sentito un calo nelle vendite. Oltre a questo, lo Stato ha ridotto i termini di tempo per pagare le tasse, i fornitori vogliono il pagamento anticipato, mentre gli acquirenti vorrebbero un tempo prolungato per saldare le fatture. Quando abbiamo cominciato la produzione tutte le macchine avevano già più di 20 anni, perciò si dovrebbe provvedere ora a sostituirne alcune. Le piccole imprese come la nostra non hanno possibillità di indebitamento, ma stiamo cercando dei finanziatori».

Il sostegno all’istruzione di base, alla formazione universitaria e professionale

Belem_studio_ridL’istruzione è una componente fondamentale per la crescita di ogni persona e di ogni comunità. È un diritto che va garantito a tutti e non si può permettere che gli elevati costi di accesso escludano persone o fasce di popolazione dall’usufruirne. Ma garantire l’istruzione fin dalla tenera età è anche un investimento sul futuro delle giovani generazioni, sulla loro possibilità di vivere degnamente realizzando le proprie aspirazioni.

L’aiuto offerto dall’EdC in questo ambito serve spesso ad affrontare i costi delle tasse scolastiche e universitarie, a finanziare corsi di preparazione professionale, ma anche a coprire le spese per i libri di testo, per il trasporto e per l’alloggio degli studenti che sono costretti a vivere lontano dalla propria famiglia, nelle città universitarie.

Nella prima foto in alto, alcune studentesse che usufruiscono di una borsa di studio EdC in Brasile, e di seguito alcune notizie che ci giungono dal Nord del Paese:

Belem, Brasile

«Sono di una città all’interno dello stato del Pará, dove abitano i miei genitori. Sin dall’anno scorso mio fratello ed io abbiamo dovuto affittare una stanza in una città vicina per motivi di studio, non essendo possibile viaggiare ogni giorno a causa della distanza. Abbiamo potuto, quindi, iniziare l’università.Nonostante essa fosse pubblica, però, le spese mensili per mantenerci in un’altra città erano troppo alte per i nostri genitori. Ho avuto la possibilità di partecipare al progetto borse di studio EdC e cosi le spese sono state un po’ alleviate. Intanto alcuni mesi fa mio fratello ha dovuto sottoporsi a diversi esami clinici costosi e cosi ci siamo trovati in una situazioni delicata. È stato allora che la borsa di studio è diventata “l’aiuto nell’ora giusta”, perché non avevamo abbastanza soldi per pagare l’affitto».

«I miei genitori sono separati. A casa siamo la mamma, io e mio fratello più piccolo. Per non perdere gli anni di lavoro ed ottenere una pensione soddisfacente la mamma ha dovuto ricominciare gli studi ed io finendo la scuola media sono entrata all’università. Per non pesare sulla mamma, faccio un lavoretto come manicure e vendita di prodotti vari... Ricevo la borsa studio EdC che è un dono perché mi consente di coprire le spese degli spostamenti e del materiale di studio. Questo aiuto è stato particolarmente prezioso per un periodo dello scorso anno, perché i lavoretti che faccio possono essere svolti soltanto nei fine settimana e per diverse settimane di seguito non ho potuto lavorare per problemi di salute e impegni all’università. Con tutti questi imprevisti, solo con l’aiuto della borsa di studio ho potuto fare tutti i programmi di studio senza compromettere l’economia della nostra casa. Mi è venuta una gratitudine in cuore... l’aiuto per me è stato sempre prezioso, ma in quel mese è diventato imprescindibile».

«A casa siamo in 8 fratelli, la mamma che è casalinga e il mio patrigno che lavora nella riparazione di biciclette. La nostra situazione economica è molto difficile, perché con i nostri guadagni non riusciamo a mantenere la famiglia. Io lavoro in un piccolo negozio, ma il guadagno è poco e non mi consente di pagare un corso superiore. Inoltre, avendo sempre studiato nelle scuole pubbliche non avevo una base culturale adeguata per affrontare una facoltà universitaria statale, in cui è molto difficile entrare. È stato grazie alla borsa di studio che ho potuto prepararmi meglio all’esame e sono stata ammessa alla Facoltà di Lettere».

L’assistenza in situazioni di emergenza

Ci sono situazioni di povertà dalle quali, per diversi motivi, non è possibile uscire: si tratta di quelle forme di povertà “cronica”, che possono però essere alleviate. Nel corso del XX secolo, in molti Paesi del mondo, questa funzione è stata progressivamente presa in carico dallo Stato, attraverso la creazione dei cosiddetti sistemi di “welfare”, nell’ambito della sanità, delle pensioni, dell’occupazione, ecc.Negli ultimi decenni, tuttavia, lo Stato sta lentamente rinunciando ad occuparsi dell’assistenza ai propri cittadini, delegando sempre di più il compito a privati. Una delle conseguenze di questa evoluzione è l’aumento dei costi a carico dei cittadini, e quindi l’esclusione dall’accesso ai servizi, delle famiglie che non hanno un reddito sufficiente a sostenere un fondo pensione o un’assicurazione sanitaria. Una malattia improvvisa o la perdita del lavoro rischiano di trasformarsi in situazioni di indigenza cronica, se non c’è una comunità pronta ad offrire un sostegno.L’EdC offre, in questi casi, un aiuto per integrare il reddito familiare, per affrontare cure mediche o per la sistemazione delle abitazioni. Alcune esperienze e racconti che ci giungono dal mondo possono dare l’idea dell’importanza di questo tipo di aiuto:

Croazia

«Oltre un piccolo appartamento non possediamo niente, non abbiamo un’auto, non viaggiamo né andiamo in vacanza, abbiamo mobili vecchi, non facciamo nessuna attività che abbia un costo… viviamo modestamente e spendiamo solo per le cose essenziali: condominio, cibo e vestiario. Per cui siamo grati per l’aiuto che riceviamo e coscienti della grandezza dell’amore che c’è tra tutti noi».

M. e S. hanno 5 figli, 4 dei quali vivono ancora con loro. A causa di una grave malattia, S. è dovuto andare in pensione. Due dei loro figli, ancora piccoli, hanno problemi di salute e l’aiuto dell’EdC serve loro per frequentare esercizi specialistici di logopedia e fisioterapia. Ci scrivono: «Non possiamo dire che ci manca il pane, ma questo aiuto ci alleggerisce la vita, perché, nonostante la nostra attenzione a ogni centesimo, solo grazie ad esso i nostri figli possono frequentare gli esercizi di logopedia nella nostra città. E quest’anno dovremo in più pagare per il soggiorno in un’altra città di uno di loro, affinché possa frequentare una scuola speciale».

A. è vedova e vive con due figlie che studiano. Ha una malattia cronica e ha bisogno di prendere sempre medicinali, non lavora. Ci scrive: «Una volta sono andata a comprare un medicinale ma ho visto che era troppo caro per me, e ho rinunciato a prenderlo. Quel pomeriggio è arrivato l’aiuto dell’EdC e ho capito che dovevo comprare quel farmaco, per potere servire meglio la mia famiglia e la comunità».

«Ringrazio per questo aiuto, perché senza di esso sarebbe molto più difficile per la mia famiglia portare tutti gli affanni che ha. Il nostro problema più grande è la salute, che poi si riflette anche sulla situazione economica. Uno dei figli dipende completamente dalle nostre cure, e richiede di passare molto tempo a casa con lui.Veramente concludiamo con fatica ogni mese e ci preoccupano i prezzi che salgono ma, anche grazie al vostro aiuto, a volte un mese passa inspiegabilmente leggero. Ai figli abbiamo insegnato che la modestia è un valore e non hanno tante esigenze. Spero un giorno di poter anche noi aiutare qualcuno».

I. e I. sono entrambi in età avanzata e vivono dei frutti dei loro campi. L’estate scorsa è scoppiato un grande incendio sull’isola in cui vivono, durato diversi giorni, che ha bruciato il loro uliveto con gli alberi secolari. Adesso non possono più vendere l’olio col quale si sostenevano e così con l’aiuto dell’EdC si cerca di sollevare il loro dolore. Non hanno figli e sentono che noi siamo la loro grande famiglia.

Bosnia

«Vivo con mia suocera ammalata e due figlie. La spesa più grande nel mio bilancio annuale è costituita dall’acquisto del combustibile per il riscaldamento durante i mesi invernali. Così anche quest’anno ho iniziato a pensarci da un po’ di tempo. Ero stata invitata a passare qualche giorno ad un incontro della comunità del Movimento. La situazione economica non me lo permetteva. Abbiamo parlato di questo a casa e tutti mi hanno incoraggiata ad andare. Arrivata lì ho ricevuto l’aiuto dell’EdC, proprio la somma necessaria per la legna. Con questa azione iniziata da Chiara Lubich, ho sentito la cura materna sua e di tanti altri. Grazie a lei e ad altri per la luce che si è accesa nella mia vita, che desidero non si spenga mai».

Seguici su:

Corsi di Economia Biblica 2019

scuola biblica box

14-15 settembre 2019
(Libro di Qoélet)
vedi volantino - Per maggiori informazioni - iscriviti qui

Prophetic Economy 2.0

Prophetic Economy 2.0

Roma - 9 giugno 2019
Per maggiori informazioni scrivi a: info@propheticeconomy.org

Rapporto Edc 2017

Rapporto Edc 2017

SCARICA I DOCUMENTI

SCARICA I DOCUMENTI

L’economia del dare

L’economia del dare

Chiara Lubich

"A differenza dell' economia consumista, basata su una cultura dell'avere, l'economia di comunione è l'economia del dare..."

Le strisce di Formy!

Le strisce di Formy!

Conosci la mascotte del sito Edc?

Seguici su:

Corsi di Economia Biblica 2019

scuola biblica box

14-15 settembre 2019
(Libro di Qoélet)
vedi volantino - Per maggiori informazioni - iscriviti qui

Rapporto Edc 2017

Rapporto Edc 2017

L’economia del dare

L’economia del dare

Chiara Lubich

"A differenza dell' economia consumista, basata su una cultura dell'avere, l'economia di comunione è l'economia del dare..."

Le strisce di Formy!

Le strisce di Formy!

Conosci la mascotte del sito Edc?

Chi è online

Abbiamo 500 visitatori e nessun utente online

© 2008 - 2019 Economia di Comunione (EdC) - Movimento dei Focolari
creative commons Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons . Progetto grafico: Marco Riccardi - info@marcoriccardi.it

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Chiudendo questo banner, o continuando la navigazione, accetti le nostre modalità per l’uso dei cookie. Nella pagina dell’informativa estesa sono indicate le modalità per negare l’installazione di qualunque cookie.