Asia 2016

EVENTI INTERNAZIONALI

Camerun: Come assicurare uno sviluppo africano sostenibile senza che per questo l’Africa perda la propria anima?

Douala: Quasi 70 persone  da tutto il paese hanno partecipato agli Open days dell’Economia di Comunione che si sono svolti il 21 e 22 novembre. Cronaca della prima giornata…

a cura della Commissione Edc Africa Centrale

151121 22 Douala EdC 11 ridQuasi 70 persone provenienti da tutto il Paese hanno partecipato agli Open Days che si sono tenuti il 21 e 22 novembre 2015: molti gli studenti del Catholic University Institute of Buea (CUIB), ma anche  alcuni imprenditori ed esperti in vari generi di business. Si è trattato di un evento importante per la città di Duala: i partecipanti erano impazienti di capire come mettere insieme “economia” e “comunione” e di vedere cosa si ottiene dalla combinazione di questi due elementi.

All’inizio della prima giornata il brillante intervento di Max Mbock e Steve William 151121 22 Douala EdC 18 ridAzeumo su : “Origini e significato del progetto EdC”, ha dato il ritmo e l’orientamento alla due giorni. Dopo una pausa la mattinata è continuata con un dialogo sulla crisi dell’identità Africana, sulla povertà e le sue conseguenze, sul sistema educativo e sull’influenza della famiglia allargata africana e della globalizzazione sull’economia. Sono intervenuti: Melanie Njonou, Leocadie Pougoue, Nji Mabih and Steve Willam Azeumo, membri della Commissione EdC dell’Africa Centrale. Dalle analisi presentate dai relatori emergeva che la maggior parte delle crisi che si vivono in Africa oggi derivano dal dualismo tradizione-modernità; un dualismo che ha conseguenze negative sia sul comportamento degli africani -in particolare i giovani- che sullo sviluppo del continente. Leocadie Pougoue, esperto di risparmio africano 151121 22 Douala EdC 10 ridtradizionale, ha dato consistenza a questa tesi prendendo ad esempio lo "shwaa" diffuso nelle regioni occidentali o il "njangui", una forma di microcredito praticata da parecchi popoli africani: due pratiche che oggi versano in cattive condizioni nonostante siano portatrici dei valori dell’onestà e del rispetto tramite la consuetudine del dare la propria parola, privilegiando una sorta di reciprocità nella comunità: tutto questo con la “benedizione” di un partner invisibile, “Dio” o  “ Si”. Questa analisi ha portato l’attenzione sulla seguente fondamentale domanda: Come assicurare uno sviluppo africano sostenibile senza che a causa di questo l’Africa perda la propria anima?

Volendo riassumere le risposte emerse dal dialogo tra relatori e partecipanti, prendeva forza la convinzione che per un futuro sostenibile in Africa, il continente ha bisogno di "uomini nuovi", personalità africane, ancorate ai valori africani ma educate all'interculturalità e al "vivere insieme "in modo da porre la cultura del dare, l’accoglienza e la solidarietà di gruppo al centro dello sviluppo e della globalizzazione. In questo modo il venirsi incontro di culture e individui in Africa non sarà più all'origine di" ferite" e sottosviluppo, ma piuttosto di benedizioni e di sviluppo sostenibile.

Nella sessione pomeridiana si sono svolti i workshop; tre i gruppi di lavoro: ''siamo tutti EdC '', ''creazione di imprese '' e '' pratiche aziendali EdC''. I workshop hanno permesso ad alcuni partecipanti di conoscere qualcosa di più sulla cultura dell’unità e sulle pratiche aziendali EdC, per altri,  in particolare i giovani presenti al workshop sulle start-up, è stata l'occasione per cominciare a  ragionare su possibili idee di business, impostando insieme un successivo follow-up per la concretizzazione delle stesse.

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