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Luigino Bruni

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Luigino Bruni

Coordinatore della commissione internazionale EdC

"Niente ha più valore di un atto di gratuità"

 

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Potete trovare qui alcuni miei brevi articoli e commenti:


Commenti - Più democrazia, meno finanza

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/05/2012

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Da questa crisi usciremo solo con più democrazia e meno finanza. Ce lo ha ricordato nei giorni scorsi Amartya Sen, l’economista-filosofo forse più influente in questa fase della vita del mondo, in diverse conferenze che ha tenuto in Italia. Il suo discorso è stato a tratti duro nei nostri confronti (Italia, Grecia, Spagna) poiché, ha sottolineato con forza, «voi avete inventato la democrazia e ora state abdicando a essa sotto la dittatura di finanza, mercati e spread». Citando John Stuart Mill, Sen ha ricordato che la democrazia è essenzialmente e prima di tutto: government by discussion (governare attraverso la discussione) e quindi non è soltanto il governo delle maggioranze, né delle quote di Pil (come accade nelle società di capitali dove non contano le persone o le parole, ma le quote di capitale), né tanto meno il governo dei mercati finanziari. Parole sante, se pensiamo a quanta poca democrazia nella gestione di questa crisi c’è oggi in Europa e nel mondo.


Intervista all'economista Luigino Bruni su gioco d'azzardo e scommesse. La proposta: intervenire su tutti i fronti, partendo dalla gente, per aiutare le persone più fragili

di Paolo Maina

pubblicato su Cittanuova.it il 17/05/2012

Slot_machinePoche vincite, ma strombazzate ai quattro venti, e tante perdite, sempre taciute. La febbre del gioco cresce in Italia e le istituzioni non corrono ai ripari. Allora come aiutare chi non riesce più a fare a meno di tentare la sorte? Nel corso della manifestazione internazionale “Insieme per l'Europa”, in un convegno sull'economia e il dono, il prof. Luigino Bruni ha rilanciato una sua proposta, già formulata in altre occasioni, sulla necessità di vietare la pubblicità dei giochi d'azzardo e di rivedere i criteri di rilascio delle licenze e delle concessioni in materia di giochi e scommesse.

Abbiamo voluto approfondire l'argomento.


Speciale Insieme per l'Europa -  Pubblichiamo il discorso tenuto oggi a Bruxelles da Luigino Bruni, professore associato di Economia Politica presso la Facoltà di Economia, Università di Milano-Bicocca, in occasione della Giornata “Insieme per l’Europa”.

di Luigino Bruni

pubblicato su Zenit il 12/05/2012

Logo_ZenitL’Europa è stata la terra sulla quale è fiorita l’economia di mercato, con un contributo decisivo del cristianesimo, e dei suoi carismi (basterebbe pensare al solo monachesimo).

Oggi questa economia di mercato vive in Europa una profonda crisi, dovuta a due principali fattori: innanzitutto il peso eccessivo che la finanza speculativa ha assunto in rapporto all’economia reale: la finanza è civile finché è sussidiaria (al servizio) dell’economia reale; diventa incivile e dannosa quando il rapporto si inverte, e beni, servizi, ambiente e lavoratori vengono asserviti e strumentalizzati dai capitali speculativi.


Commenti - Una grammatica da riscoprire

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 13/05/2012

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C’è un tratto che accomuna molti dei fenomeni di più sano disagio nei con­fronti del fisco e della politica: una crescen­te intolleranza e avversione verso l’iniquità. Gli esseri umani nel compiere le proprie scel­te, anche quelle più tipicamente economi­che, non seguono un freddo calcolo mone­tario costi-benefici, ma mettono in campo molte altre risorse emotive, simboliche, eti­che, che ci portano ad esempio a 'punire' i comportamenti che leggiamo come ingiu­sti. Tutto ciò è molto evidente in tema fisca­le. Anche se tutta la comunicazione politica (compresi gli spot) cerca di convincerci che lo scopo del pagamento delle tasse è essen­zialmente la produzione di beni pubblici (sa­nità, infrastrutture, sicurezza...) e di beni me­ritori (scuola, cultura, arte...) di cui poi tutti usufruiamo, in realtà la raccolta fiscale è so­lo in parte usata per la realizzazione di que­sti beni pubblici e meritori che poi 'ci ripa­gano' o dovrebbero ripagarci.


Commenti - I numeri e la verità del lavoro

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/05/2012

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I dati, i numeri, non sono tutti uguali. Alcuni parlano più forte di altri, e dicono cose trop­po serie per dimenticarli non appena la crona­ca ci mostra altri numeri e altri dati. Un tasso di disoccupazione che è quasi raddoppiato in cin­que anni non deve lasciarci in pace. Sotto quel 9.8% ci sono infatti nascosti, ma poi non così tanto, 500mila volti e storie di persone che in un solo anno hanno perso il lavoro, senza ritrovar­ne un altro. Certo, tra questi lavori persi ce ne sa­ranno alcuni finiti perché iniziati male, artifi­cialmente, senza creatività né intelligenza nelle imprese e nei lavoratori. Ma questi saranno un’e­sigua minoranza: tutti gli altri hanno perso sem­plicemente il loro lavoro.


Oggi il mercato ci offre divertimento, ma ha smarrito il senso autentico della festa

di Luigino Bruni

pubblicato su Mondo e Missione, maggio 2012

LOGO_Mondo_e_missione_ridIl 30 maggio il professor Luigino Bruni terrà uno dei principali interventi al Congresso teologico-pastorale, presso Fieramilano City, nel contesto del VII Incontro mondiale delle famiglie. Il tema affrontato sarà: “La famiglia, il lavoro e la festa nel mondo contemporaneo”.

C’ è una nuova forma di fame che sta colpendo le nostre società consumistiche e capitalistiche: la fame di tempo. Una delle ragioni che è stata per millenni alla base del divieto del prestito di denaro a interesse (o usura), era la convinzione che il tempo non fosse un bene a disposizione degli uomini, ma di Dio.

E quindi, se il tempo è di Dio, e se in un prestito di denaro ciò che cambia tra la concessione del prestito e la sua restituzione è solo il tempo (che è trascorso), se chiedo interessi è come se lucrassi sul tempo.


Riusciremo a metterla al passo dei tempi?

di Luigino Bruni

pubblicato su Vita il 4/05/2012

Logo_VitaSono tutti positivi quei fenomeni che sottraggono spazi della vita civile alle logiche dell’economia del denaro. Il baratto, nelle forme in cui sembra affermarsi in questi periodi anche per via della crisi, può essere una di queste forme. Ma non lasciamoci cullare dai sogni. Vi siete mai chiesti perché non sono mai decollate le “banche del tempo”, un meccanismo che in realtà sarebbe perfetto per rispondere a tanti bisogni della vita collettiva? Non sono decollate perché l’offerta prescinde sempre dalla domanda. Si dà disponibilità del proprio tempo non tanto per rispondere a un bisogno quanto per avere una chance di fare una cosa che piace. E nelle banche del tempo l’offerta è sempre esorbitante rispetto alla domanda.


Commenti - Oltre il Pil, con i capitali civili

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/04/2012

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Anche Mario Draghi ha lanciato l’appello per un «patto per la crescita», anche Angela Merkel si sta convincendo che si tratta di una necessità. Sta diventando chiaro a tanti – e, meno male, anche a tanti tra coloro che contano – che basarsi unicamente sul «patto fiscale» non solo è troppo poco, ma rischia di peggiorare ulteriormente la situazione economica e sociale dei Paesi europei più fragili. Crescita, dunque; ma crescita di che cosa? Senza abbracciare le tesi radicali, e a volte ingenue (soprattutto nelle terapie che propone) della cosiddetta decrescita, occorre essere coscienti che la domanda più importante sulla crescita è proprio il «che cosa?». Quando si pensa alla crescita, normalmente si pensa alla crescita del Pil.

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