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Commenti - Giovani, formazione, posto fisso

E sì, ci vuole mestiere

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  03/02/2012

logo_avvenireC’è qualcosa di sbagliato, o quanto meno di sfocato, nel dibattito che si è riacceso attorno al mondo del lavoro. Ci sono tesi condivisibili e sagge – e saggio sarà renderle ampiamente condivise – in quanto afferma il presidente del Consiglio Mario Monti, sia nelle dichiarazioni ufficiali sia nelle apparizioni televisive. Si pensi, soprattutto, a quella che sottolinea la grave asimmetria che esiste oggi in Italia tra chi sta dentro il mondo del lavoro e chi sta fuori e non riesce a entrare. Saggio è anche porre l’accento sull’urgenza di rendere il "mercato del lavoro" (non dimentichiamo mai le virgolette quando accostiamo la parola mercato al lavoro umano e ai lavoratori) più efficiente, più veloce, con meno rendite di posizione, e quindi più moderno e più capace di rispondere alle nuove sfide poste dalla globalizzazione. Il discorso, invece, relativo al lavoro dei giovani e al «posto fisso» avrebbe bisogno di meno fretta, di più mediazione sociale e di una valutazione più approfondita e meditata.


Commenti - Terzo settore e tempo della festa

Quei tesori da «vedere»

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  27/01/2012

logo_avvenireÈ facile essere d’accordo con la politica di liberalizzazioni che è stata avviata. Sono infatti molte le ragioni che portano tanti ad avere uno sguardo fiducioso, generoso e simpatetico nei confronti dell’operato del Governo Monti, comprese le liberalizzazioni, necessarie in un’Italia bloccata da troppi interessi di parte che finiscono per diventare «male comune». Ma proprio per questo sguardo complessivo positivo è importante portare l’attenzione su una domanda di fondo, che riprende discorsi già impostati su queste pagine: quale idea di modello economico e sociale per l’Italia di oggi e di domani ha in mente questo governo?


Commenti - Alcuni studi indicano la via per superare egoismo e cinismo di massa

Contro l’evasione non spot ma spazio alla tanta sana normalità

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  15/01/2012

logo_avvenireUn recente studio sperimentale svolto in Inghilterra (Robin Cubitt e colleghi, Journal of Public Economics, vol. 95, 2011), ha fatto emergere aspetti non ovvi e che hanno cose serie da dire anche per l’evasione fiscale in Italia. Questi ricercatori hanno mostrato che il giudizio morale nei confronti di chi non contribuisce ai beni pubblici, come nel caso dell’evasione fiscale, dipende molto dalle nostre credenze e aspettative sul comportamento degli altri. In particolare, nei vari esperimenti condotti, in tutti si riscontra una condanna morale nei confronti degli evasori, tranne che in un solo caso: quando, cioè, l’evasione fiscale di Anna avveniva dopo aver osservato l’evasione dell’altro soggetto, Bruno, con il quale Anna interagiva. Si tende, cioè, a condannare meno e a giustificare di più l’evasione fiscale, degli altri e nostra, quando si crede che le persone del nostro stesso gruppo siano anch’esse evasori.


Commenti - Ben oltre la «cultura» delle scommesse

La virtù batte la fortuna

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  04/01/2012

logo_avvenire«Vizi privati, pubbliche virtù» è il sottotitolo della nota Favola delle api (1714), di Bernard de Mandeville, che aprì un dibattito tra economia ed etica che coinvolse le migliori menti del Settecento europeo. L’idea che dai vizi dei cittadini si possa ricavare qualcosa di buono per la collettività è ancora tra le più radicate nella cultura contemporanea, che informa spesso anche l’azione dei governi (tassazione dei giochi e delle lotterie). Ieri il cardinal Bagnasco ha richiamato l’attenzione sulla «piaga» dei giochi d’azzardo, invitando con forza a un’azione urgente «a tutti i livelli»..


Commenti - Capire cosa c'è all'origine della crisi. Per tornare a costruire

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  24/12/2011

logo_avvenireSiamo ancora troppo dentro l’occhio del ciclone per poter vedere i danni che la tempesta sta procurando al nostro sistema finanziario, economico e sociale, o per capire quanto durerà e in quale direzione ci sta portando. Abbiamo però il dovere di iniziare a dire qualcosa di diverso rispetto alle analisi, un po’ tutte troppo simili, che leggiamo da mesi sui giornali e ascoltiamo nei talk show. C’è una teoria, sviluppata originariamente da un biologo, Garrett Hardin (Science, 1968), che può gettare luce sulla comprensione di che cosa è accaduto in questi anni di crisi, e anche su come uscirne. Il titolo di quell’articolo è già di per sé eloquente: «La tragedia dei beni comuni».


Equo e solidale Borse lavorate nelle favelas brasiliane

"Dalla strada" alle Nazioni Unite

logo_altreconomiaIl progetto promosso da Equiverso, nuova realtà del commercio equo e solidale italiano, legata all'esperienza di "Economia di comunione", verrà presentato il 3 febbraio al Consiglio economico e sociale dell'Onu, nell'ambito di un'iniziativa dal titolo: “Sradicamento della povertà: sviluppi in corso nell’Economia di Comunione nella libertà”. Altreconomia ne ha raccontato la storia sul numero 132.

L’evento si colloca nell’ambito della 50esima sessione della Commissione per lo sviluppo sociale, che si terrà dal 1 al 10 febbraio 2012 presso le Nazioni Unite. L'evento è organizzato dalla ONG New Humanity, in collaborazione con la International Association of the Economy of Communion. Dopo una presentazione dell'EdC e della sua prospettiva sullo sviluppo e sulla povertà, verranno presentate alcune esperienze di imprese aderenti all'Economia di Comunione, e fra queste Equiverso soc. coop.


Commenti - Accettare e accogliere la vulnerabilità anche nell'impresa

Il coraggio della debolezza

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  22/01/2012

logo_avvenireQuando un Paese attraversa una crisi soffrono tutti, o quasi, sebbene alcuni di più e altri meno. Sono questi i momenti nei quali si capisce, e sulla propria pelle, che una società civile e politica è anche un corpo, dove quindi c’è un legame, un sistema nervoso che trasmette sensazioni piacevoli e dolorose tra tutte le membra. L’abbiamo sempre saputo, poi, che durante una crisi economica è il mondo del lavoro, sono i lavoratori, a soffrire in una maniera tutta particolare e grave. Ciò che stiamo scoprendo oggi è la sofferenza degli imprenditori, di cui i suicidi di questi tempi rappresentano la punta dell’iceberg.


Commenti - A proposito di accumulazione e uso delle risorse, di merito e di cultura

Ricchezza, conta il «come»

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  10/01/2012

logo_avvenireRicchezza e merito sono parole sempre più al centro del dibattito pubblico. Parole grandi e quindi ambivalenti, per cui affermarne la loro centralità e importanza può e deve essere solo l’inizio di un discorso, non il termine, come invece accade spesso. La ricchezza non è in sé né buona né cattiva, poiché il giudizio civile sulla ricchezza dipende da come la ricchezza nasce, e da come la si usa. I recenti studi sui "paradossi della felicità", ad esempio, ci dicono ormai chiaramente che quando la ricchezza è principalmente possesso di beni di comfort produce nelle persone noia e frustrazione. Se poi la ricchezza nasce non solo da rendite, ma anche da evasione, o da sfruttamenti di ambiente, persone e futuro, o da speculazioni su prezzi dei prodotti e delle monete, questa ricchezza non è buona e certamente non ha nulla a che fare con il merito.


Commenti - Banche, Europa, uso delle risorse

Tre messaggi dalla crisi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  28/12/2011

logo_avvenireLa finanza e l’economia sono troppo importanti per lasciarle soltanto a finanzieri ed economisti: credo potrebbe riassumersi anche in questa battu­ta il messaggio che ci proviene dalla seconda e con­clusiva parte del 2011. Ci siamo accorti, e con più forza rispetto alla prima fase della crisi (2008-2009), che gli indici di Borsa e lo «spread» non sono fac­cende lontane e per addetti ai lavori, ma sono capa­ci di cambiare governi, i nostri bilanci familiari, i no­stri progetti di vita. E allora dobbiamo occuparcene tutti, 'abitando' di più questi luoghi che se restano disabitati dai cittadini alla lunga diventano inuma­ni. Questa crisi ci invia anche tre messaggi specifici. Il primo riguarda direttamente il mondo bancario. Studi recenti (Università di Ancona: mofir.univpm.it), hanno messo in luce che dopo il 15 settembre 2008 le banche hanno ridotto il credito alle imprese, ma anche a quelle virtuose.


Non di solo Pil vivono gli uomini

Il filosofo Carlo Sini al convegno Cgil: la felicità viene dal riconoscimento pubblico delle capacità. Luigino Bruni: e non cresce con il reddito. Ivo Lizzola: serve un nuovo patto tra le generazioni

di Giulio Brotti

pubblicato su L’Eco di Bergamo il 16/12/2011

Logo_eco_bergamoVolendo dar credito alle indagini statistiche, parrebbe che tra le categorie sociali più felici, in Italia, vi siano non i  frequentatori abituali del Billionaire di Porto Cervo, ma le colf filippine.

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