
di Alberto Ferrucci
pubblicato su Città Nuova n.8/2012 il 25/04/2012
Dopo aver realizzato su patrimoni e rendite di posizione l'impossibile per un governo di destra e sulle pensioni l'impossibile per un governo di sinistra, il governo Monti, con l'occhio ai 30 miliardi all'anno di interessi da risparmiare ed utilizzare diversamente, facendo tornare il costo del debito italiano simile a quello dei Paesi del Nord, adesso tenta di incidere sulla legislazione del lavoro.
Compito difficile, in un Paese in cui vi è il vezzo di bocciare provvedimenti opportuni perché definiti "improponibili", vezzo che è una delle cause dell'enorme debito pubblico accumulato negli anni; compito particolarmente ingrato se si prospettano licenziamenti più facili, l’abolizione della cassa integrazione straordinaria e dell’indennità di mobilità, senza offrire in cambio un sistema di sussidi di disoccupazione durevoli nel tempo.