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"L’esperienza dell’Economia di Comunione è una sfida sia a livello propriamente intellettuale, sia a livello più propriamente esistenziale.

Riguardo alle ragioni specifiche che la caratterizzano riguardo ad altre forme di esperienze ..., vedo due differenze:

  • la prima è che in Economia di Comunione chi liberamente accetta questa formula, non accetta di separare il momento della produzione della ricchezza dal momento della distribuzione.
  • Il secondo elemento qualificante è quello di contrastare l'opinione in base alla quale l'etica può essere asservita alle esigenze dell’economia. (...)

L’esperienza di Economia di Comunione è quella di dimostrare che o si crede a certi valori come ad esempio la dignità delle persone, il rispetto dell’autonomia, la giustizia, - ma ci si crede indipendentemente dai risultati cui questi valori conducono - o altrimenti il rischio è la produzione di effetti perversi.

Per entrambe queste ragioni, ritengo che il modello dell’Economia di Comunione abbia tutte le premesse per svilupparsi e arricchirsi". 

Stefano Zamagni,
professore di Economia politica all’Università di Bologna

Convegno sull’Economia di Comunione, Università di Bologna, 29.04.1998



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