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Microfinanza : dare credito alle relazioni
Escrito por Antonella Ferrucci Sex, 26 de Fevereiro de 2010 17:18
Recensione del libro Microfinanza di Antonio Androni e Vittorio Pelligra, editrice Il Mulino
Microfinanza : dare credito alle relazioni
di Tommaso Reggiani
pubblicato su Città Nuova N.04/2010
Nel 2006 Muhammad Yunus e la sua Grameen Bank promotrice storica dei programmi di microcredito, sono stati insignititi del premo Nobel per la Pace e da quel momento in poi molti commentatori ed addetti ai lavori sono letteralmente “saliti sul carro del vincitore” inflazionando a dismisura il numero di articoli e pubblicazioni sulla microfinanza. Durante questi tre anni abbiamo sentito due principali versioni: chi pretende di ricondurre il successo del microcredito ad una sterile questione tecnicistica ed operativa, chi invece lo ha descritto – forse in modo ancor più fastidioso – come un “bucolico” fenomeno di solidarietà agreste.
Evidentemente entrambe le campane propongono un’immagine errata o quantomeno riduttiva del fenomeno. Il pregio del libro di Andreoni e Pelligra – che già da tempi non sospetti hanno studiano questa tematica - è esattamente quello di riuscire ad inquadrare con successo il fenomeno della microfinanza all’interno di un ben determinano solco metodologico. Questa innovativa e quanto mai necessaria operazione, consente di fornire un adeguato ed unitario fondamento, sia teorico che filosofico-culturale, al fenomeno della microfinanza nelle sue molteplici dimensioni.
Oltre il profitto: Adam Smith ai tempi dei bonus
Escrito por Francesco Gaeta Sex, 19 de Fevereiro de 2010 18:56
Oltre il profitto: Adam Smith ai tempi dei bonus
di Francesco Gaeta
pubblicato sul Sole 24 ore il 18/02/2010
«Se 20 anni fa un allievo fosse venuto all'esame a dirmi che fine dell'impresa è realizzare profitto non avrebbe avuto la seconda domanda. Oggi invece, in molti atenei, va avanti fino al 30 cum laude». Giulio Sapelli, vecchia guardia olivettiana al servizio dell'accademia (università di Milano), la mette giù così per spiegare quel che è accaduto negli ultimi due decenni circa il nesso tra obiettivi e strumenti d'impresa.
Uno smottamento semantico che ha confuso il fine - migliorare la qualità della vita producendo beni e distribuendo reddito - con il mezzo, ovvero tingere di nero l'ultima voce di bilancio. Un ribaltamento diventato frana in cui, a sentir lui, sono state trascinate multinazionali e società di rating, e perfino governi e banche centrali. L'invisibile pifferaio magico che ne ha guidato la danza ha lasciato cadere dietro di sé parole come merito, bonus, competizione, concorrenza. Fino al ciglio di un burrone che ci riguarda tutti.
La crisi, solo una corsa alla felicità
Escrito por Massimo Mucchetti Sex, 12 de Fevereiro de 2010 15:32
L' economista Stefano Bartolini lancia una tesi nuova sul grande tracollo finanziario
La crisi, solo una corsa alla felicità
«Gli americani si sono indebitati per sfuggire a esistenze troppo vuote»
di Massimo Mucchetti
pubblicato sul Corriere della Sera il 25/01/2010
La storia della Grande Crisi, divampata nell' estate del 2007, non ha ancora trovato il suo Galbraith, capace di raccontarla con la brillante profondità che l' autore del Grande Crollo dimostrò nella ricostruzione dei fatti del 1929. E tuttavia le principali domande sembrano aver già avuto una spiegazione.
Tutte, tranne una: perché le famiglie americane, che con le insolvenze su mutui sub-prime e carte di credito hanno fatto cadere il castello di carte della finanza globale, si erano tanto indebitate per case, auto, vacanze, polizze sanitarie, scuole, fino a raggiungere un' esposizione assai superiore al prodotto interno lordo del loro Paese? Dire che sono state tentate dai prestiti a buon mercato e senza troppe garanzie spiega come abbiano potuto avere accesso al credito, ma non perché abbiano avvertito l' irresistibile urgenza di consumare sempre di più, avendo già 40 anni fa la vita più opulenta del globo. Aggiungere, come fa Robert Reich, ex ministro del Lavoro del primo Clinton, che la middle class è andata in profondo rosso mano a mano che i maschi adulti non potevano più aggiungere ore di lavoro a quelle già fatte e il numero delle madri lavoratrici era ormai raddoppiato, ci aiuta a capire la relazione tra debito e stagnazione salariale. Ma nulla ci dice delle ragioni per cui gli americani non si sono fatti bastare il tanto che già avevano, al punto da invertire la storica tendenza alla riduzione dell' orario, segno di progresso in tutti i lavori non particolarmente creativi.
La persona al primo posto
Escrito por Chiara Andreola Ter, 02 de Fevereiro de 2010 18:14
Il problema occupazionale si è imposto con forza anche nell’ultimo Angelus del papa. Cosa proporre per reagire alla crisi? Tre domande a Alberto Ferrucci, direttore di EdC online.
La persona al primo posto
di Chiara Andreola
pubblicato su cittanuova.it il 1/02/2010
La questione del lavoro continua ad essere al centro del panorama politico, economico e sociale italiano: nomi come Eutelia, Fiat e Alcoa da tempo compaiono nei titoli delle prime pagine dei giornali, tristi testimoni di un più vasto problema occupazionale. Anche il papa, nell’Angelus di domenica 31 gennaio, ha preso la questione di petto, facendo esplicito riferimento agli operai delle aziende in questione presenti in piazza San Pietro. Richiamando tutti al «senso di responsabilità» davanti alla crisi, si è associato al recente richiamo della Cei per la garanzia di un lavoro adeguato al sostentamento delle famiglie. Richiamo che arriva proprio all’indomani della pubblicazione dei dati sulla disoccupazione di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea: percentuali in salita in tutta Europa, con punte del 22,8 per cento il Lituania e del 19,5 per centro nella stessa Spagna dipinta fino a poco tempo fa come la terra del nuovo miracolo economico. Come interpretare questi dati, e cosa proporre di fronte ad un quadro così fosco? Ne parliamo con Alberto Ferrucci, direttore responsabile di EdC Online – Notiziario dell’Economia di Comunione.
Bruni: contro la crisi, imprese più responsabili
Escrito por Antonella Ferrucci Ter, 02 de Fevereiro de 2010 13:25
L'economista: quando le difficiltà sono temporanee le aziende non possono socializzare le perdite. Licenziare è la forma più semplice per tagliare i costi, ma non l'unica
Bruni: contro la crisi, imprese più responsabili
di Marco Girardo
pubblicato su Avvenire il 2/02/2010
Difendere oggi il lavoro significa «riaffermare il principio personalista». Ribadire cioè che «al cuore di ogni sistema economico restano comunque la persona e il lavoro». Anche nel frangente in cui «la tecnologia diventa pervasiva e il capitale sempre più immateriale», tanto da sancire il dominio della tecno-finanza sull’economia reale. Per questo Luigino Bruni, professore di Economia Politica all’Università Bicocca di Milano, trova le parole in difesa dell’occupazione pronunciate all’Angelus da Benedetto XVI «perfettamente in linea con la concretezza del suo magistero» e «importanti nella fase di crisi che stiamo attraversando».
Il Papa ha incoraggiato a «fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione». Perché da economista definisce questo appello in linea con il pensiero di Benedetto XVI?
Perché tutti i suoi scritti sono segnati dal principio personalista. E vale anche per il lavoro: il capitale umano è il primo capitale. In termini ontologici e quindi etici prim’ancora che economici. Questo primato, oggi, va difeso più che mai.
Il Papa è sceso nel dettaglio. Ha citato due casi concreti, «due realtà difficili» d’Italia come Termini e Portovesme. Sorpreso da questa concretezza?
Benedetto XVI entra spesso nella concretezza della vita quotidiana. Si vive e si muore nelle scelte di ogni giorno: scelte che hanno sì a che fare con la società e con la famiglia, ma anche con il lavoro. Riportare al centro del dibattito – anche ecclesiale – questo concetto è fondamentale.
L'economia disgregante del male
Escrito por Simona Beretta Ter, 05 de Janeiro de 2010 10:54
L'economia disgregante del male
di Simona Beretta
pubblicato sull'Osservatore Romano il 25/12/2009
Ho letto il Dizionario di economia civile (a cura di Luigino Bruni e Stefano Zamagni, Roma, Città Nuova, 2009, pagine 813, euro 65) pagina dopo pagina, dall'inizio, perché la questione di una "buona" economia è cosa seria e urgente. Non mi era mai capitato di fare qualcosa di simile, e mi è piaciuto molto. Sessantuno autori - professori famosi e giovani ricercatori - e centoquattordici lemmi, dal respiro pluridisciplinare, documentano tangibilmente che il senso di urgenza è condiviso da non pochi protagonisti. I lemmi riguardano sia dimensioni teoriche, sia prassi ed esperienze, sia personaggi del mondo dell'economia civile; l'obiettivo dichiarato dei curatori è "dilatare l'orizzonte della ricerca economica fino a includervi il valore di legame", che si aggiunge ai tradizionali concetti analitici di valore d'uso e valore di scambio dei beni economici.
Allo stesso tempo, il Dizionario risponde alla preoccupazione di ridare voce a una tradizione, importante e dimenticata, del pensiero economico e filosofico soprattutto italiano e di prendere le distanze da un sistema di pensiero autoreferenziale che riduce le interazioni economiche nell'orizzonte limitato delle decisioni di un improbabile individuo, chiuso e perfetto in sé.
Economia 2010, novità dal civile
Escrito por Paolo Loriga Dom, 03 de Janeiro de 2010 11:46
Per l’Italia, piccoli segnali di ripresa. Ma cresceranno disoccupazione e precarietà. Le spiazzanti indicazioni dell’economista Zamagni.
Economia 2010, novità dal civile
di Paolo Lòriga
pubblicato su cittanuova.it il 3/01/2009
Non è male iniziare il 2010 con qualche granitica certezza: sarà l’anno dei Mondiali di calcio; le pensioni, da gennaio, saranno più magre; il prezzo del gas salirà del 2,8 per cento nel primo trimestre.Per la nazionale pedatoria, Lippi avrà le sue preoccupazioni. Ma niente a che vedere con quelle di troppe famiglia italiane, che continueranno a gestire un bilancio con entrate ridotte e crescenti uscite. In pari tempo, la Banca d’Italia registra un fenomeno che consideriamo preoccupante: la concentrazione della ricchezza, per cui il 10 per cento delle famiglie ne deteneva a fine 2008 il 44 per cento.
Does God own a vacuum store?
Escrito por M.C. Seg, 28 de Dezembro de 2009 11:53
Does God own a vacuum store?
published in Living City (January 2010)
Recently one of the families in our Focolare community discovered that their vacuum wasn’t working. It had finally been pronounced dead after a final attempt at the repair center, and buying a new one was out of the question. The security of the husband’s job was uncertain and his current income would not cover it.
I knew it was a source of stress, so I immediately lent them mine for a week since I was going away, confident that we would find them a vacuum through God’s providence. That month’s Word of Life was, “Sell your belongings and give alms. Provide money bags for yourselves that do not wear out …” (Lk 12:33).
Knowing that we strive to live the communion of goods among us as the early Christians did, upon my return I sent out an e-mail to everyone, sharing the need. The following morning a friend called to say she had an extra vacuum; then another called to say she would check out the local thrift shop; another offered to pray; and another had an extra vacuum as well.
Not only did God take care of this need, he even offered the family a choice. I was struck once again by how personal God’s immense love is for us, even in small things. We are indeed one big family, through which he communicates that love.
M. C., New Jersey
Opportunities to give and receive
Escrito por C.M. Seg, 28 de Dezembro de 2009 11:46
Opportunities to give and receive
published in Living City (January 2010)
Having recently moved from Italy to Boston after my marriage, I now study and work as a research assistant at Boston University. My husband and I try to use our money wisely and think carefully not only about our own needs but about the needs of others as well.
One of the first things we did was open a joint bank account and resolve to see together what was necessary when making spending choices.
One weekend one of our new friends had to work and would not have had time to shop for groceries. So when my husband and I went to the local farmers’ market, we had our friend’s need in mind. We counted out how many tomatoes, apples, cheese and vegetables we would need in our house for the week and shared the rest with these friends.
Little did I know that in return I would receive a very special gift. When I delivered the food, we spent time together in a deep conversation that was the beginning of a beautiful and growing friendship. I experienced that in a real community everyone has the opportunity to both give and receive.
C. M., Boston
Allergia alla famiglia?
Escrito por Vittorio Pelligra Sáb, 21 de Novembro de 2009 16:23
Allergia alla famiglia?
di Vittorio Pelligra
pubblicato su Città Nuova N.21/2009
Lo si era detto, gli effetti della crisi finanziaria ed economica si sarebbero fatti sentire a lungo e avrebbero riguardato prima le banche, poi le imprese, l’occupazione, i consumi e il risparmio. E infatti, arrivano puntuali in questi giorni i dati dell’Istat che evidenziano come il reddito a disposizione delle famiglie e delle micro-imprese italiane sia calato di 11 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2009. Stesso trend negativo anche per la propensione al risparmio che è scesa, per la prima volta negli ultimi anni, dal 15,2 per cento al 14,8 per cento, nello stesso arco di tempo.
Argentina. Cresce l'economia sociale
Escrito por Antonella Ferrucci Qua, 18 de Novembro de 2009 10:37
Rilevante il ruolo del microcredito e la dinamicità delle imprese autogestite dai lavoratori
Argentina. Cresce l'economia sociale
da Ciudad nueva Argentina - pubblicato su www.cittanuova.it il 17/11/2009
L'economia sociale ha creato 250 mila posti di lavoro durante gli ultimi anni in Argentina. Il dato incoraggiante è stato rilevato dal ministero per lo Sviluppo sociale. Una recente indagine sottolinea la nascita di circa 100 mila iniziative sorte a partire dalla cooperazione tra Stato, imprese private ed imprese legate all'economia sociale.
Tra queste, si rileva il peso del microcredito che ha raggiunto in Argentina una maggiore consistenza grazie alla legge che istituito la Commissione nazionale per i microcrediti che ha potuto investire più di 40 milioni di euro e grazie alla diffusione del Grameen Bank ed altre istituzioni di questo tipo. Il punto di partenza per la recente crescita di questo settore, oggi segnalato anche dall'enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate, come uno degli attori dell'economia globalizzata, è stata la crisi del 2001 quando la disoccupazione raggiunse in Argentina livelli inediti.
Tra i fenomeni da segnalare in materia di economia sociale, oltre al cooperativismo, il non profit, l'economia di comunione, quello delle "imprese recuperate". Aziende abbandonate dai propri proprietari o in fallimento, gestite dai propri lavoratori. Sono più di un centinaio e spesso hanno raggiunto alti livelli di produzione e di qualità.
Fraternidade, o princípio esquecido
Escrito por Marco Girardo Dom, 04 de Outubro de 2009 12:26
Para o economista Stefano Zamagni "deve recuperar-se a ideia de ‘economia civil’: já vimos que a ‘economia política’ não basta"
Fraternidade, o princípio esquecido
por Marco Girardo
publicato no 'Avvenire' em 3/10/2009
“Um conceito desenvolvido na Itália já no séc. XVIII pelo Abade Genovesi, em
seguida, abandonado a favor da tese de Adam Smith. Mas os seus apoios - eficiência e equidade - não são suficientes, se não houver o contributo da reciprocidade”.
Quando «é grande a confusão sob o céu», colocar em ordem os conceitos e encontrar uma ordem para as palavras, não é um exercício intelectual estéril, um divertimento como fim em si próprio. E sobre os céus da economia, no último ano, caiu uma tempestade perfeita: colapso da finança e recessão global, no espaço de doze meses. Enquanto o mundo está ainda a contabilizar os danos, as grandes potências (G20) tentam remodelar a fisionomia do ‘turbo-capitalismo’ drogado de finança: mais transparência, regras partilhadas e maior atenção ao crescimento sustentável. Uma tentativa de mudar o paradigma da economia, a que Luigino Bruni e Stefano Zamagni – o primeiro economista da Universidade de Milão-Bicocca e o segundo catedrático de Economia Política em Bolonha – oferecem um contributo ‘refinadamente’ italiano, com o primeiro Dicionário de economia civil (Città Nuova, 65 €). Repercorrendo, em ordem alfabética – de ‘A’ de ‘Accountability’ a ‘Z’ de ‘Zappa Gino’ (reorganizador da doutrina contabilística) – trata-se de um percurso teorético que começa a interessar as universidades americanas.
Professor Zamagni, porquê um contributo ‘refinadamente’ italiano?
«Porque a ‘economia civil’ nasceu na nossa casa, é uma invenção italiana. O termo aparece, pela primeira vez, em 1754, quando a Universidade Frederico II de Nápoles, Bartolomeu Intieri confia ao abade António Genovesi, aluno de Giambattista Vico, a primeira cátedra de Economia da História. Uma cátedra intitulada ‘da Mecânica e do Comércio’, para a qual Genovesi ministrava lições de economia civil, título de uma obra que viria a publicar em 1765».
Na "Caritas in veritate" está a economia civil
Escrito por Gianfranco Fabi Qui, 01 de Outubro de 2009 20:06
Quatro passos na economia (e não só) por Gianfranco Fabi
Na "Caritas in veritate" está a economia civil
Na “Caritas in veritate”, a encíclica que o Papa dedicou à doutrina social, há significativas novidades na análise e nos juízos da Igreja. No meio da maior crise económica desde ‘29, uma crise que, de resto, provocou um longo suplemento de reflexão, antes da publicação do texto no início de Julho, não podíamos deixar de esperar uma palavra que fosse, não apenas de obrigatória e evidente reafirmação da centralidade da mensagem cristã, mas também de resposta profética às exigências do mundo contemporâneo.
Una scelta per il vivere civile
Escrito por Vittorio Pelligra Sex, 25 de Setembro de 2009 15:05
Una scelta per il vivere civile
di Vittorio Pelligra
pubblicato su www.cittanuova.it il 25/09/2009
Gli emendamenti al decreto sullo scudo fiscale hanno esteso la copertura ai capitali frutto di guadagni illeciti. Ma permettere di acquistare il diritto a violare la legge significa mettere in discussione il patto sociale.
Nel precedente editoriale mi ero soffermato su come lo scudo fiscale sia a tutti gli effetti un condono, con le relative inefficienze: più lo si usa, meno è efficace, tanto è vero che il gettito è sempre inferiore alle aspettative.
Non dimentichiamo poi i costi nascosti di tali provvedimenti, che non rientrano nei calcoli presentati dal governo: inviando ai cittadini il segnale che chi evade le tasse è il più furbo, si intacca la loro disponibilità a pagarle. Il rischio di perdere con ulteriore evasione futura più di quanto si sia incassato grazie allo scudo è dunque concreto.
God Provides
Escrito por S.C. Qui, 10 de Setembro de 2009 07:48
God provides
published in Living City (October 2009)
A short while ago, my husband was talking to a relative and found out that the relative was in credit card trouble. Although he was paying his monthly fees, his finance charges were making him sink deeper and deeper in debt (about $7,000). Considering that the interest rate on loans is much lower than the credit card fees, we thought we could take out extra loans for his relative to pay off his credit card. I have to be honest; at first I was a little hesitant. That was a lot of money.
“With the baby coming, who knows if we will need that money?” I thought. “What if he doesn’t pay us back? The loans we take out are in our name, so we’re responsible.”
But I felt that it was the right thing to do. The Gospel says, “Seek first the kingdom of God…” (Mt 6:33). Money was very tight, but we went ahead with the loan.
Just a few weeks later, we found out that my husband had received a scholarship for $26,000 — almost four times the amount we gave his relative. The money has no strings attached, and we don’t have to pay anything after school.
At first, we didn’t even believe it. My husband went to talk to the admissions department at the university to be sure of the scholarship’s terms, but it was, in fact, free. God really does provide. This was for us the hundredfold promised by the Gospel.
S. C.
A encíclica e um mercado "fraterno"
Escrito por Paolo Loriga Seg, 10 de Agosto de 2009 08:02
Entrevista com Stefano Zamagni
A encíclica e um mercado "fraterno"
por Paolo Lòriga
publicado na Città Nuova nº.15/2009
Stefano Zamagni, professor de economia na Universidade de Bolonha, é consultor do Conselho Pontifício da Justiça e Paz, um organismo que segue os temas abordados pela “Caritas in veritate”.
Qual é o ponto que considera mais inovador da "Caritas in veritate"?
- Um primeiro ponto é um convite para superar a separação entre a esfera económica e a esfera social. A modernidade, nos últimos três séculos, deixou-nos um modelo de sociedade, segundo a qual há, por um lado, a esfera da economia, com a sua lógica férrea que não admite ser submetida a qualquer juízo, tanto é que se diz: "Negócio é negócio". Em segundo lugar, há a esfera social, em que a compensação ocorre. Ou seja, o social deve prover a tudo o que a economia de mercado capitalista é incapaz de produzir no plano da justiça e da equidade. Não esqueçamos que o welfare state, o estado social, é filho dessa lógica de separação. O pensamento do século XIX e, principalmente, no século XX – quer se posicionasse politicamente no lado liberal ou no estadista - manteve esse modelo inalterado. Pois bem, a encíclica de Bento XVI diz-nos que esta é uma velha maneira de pensar, porque entrámos na sociedade pós-industrial e, portanto, o elemento social deve entrar dentro do económico, e não à margem ou mais tarde. É um notável avanço, que pode permitir que o mercado volte a ser um instrumento de civilização das relações e das estruturas que gera.
Scudo fiscale, condono inefficace
Escrito por Vittorio Pelligra Qua, 05 de Agosto de 2009 12:40
Il recente annuncio del ministro Tremonti riapre la discussione sulla reale utilità di questo strumento
Scudo fiscale, condono inefficace
di Vittorio Pelligra
pubblicato su Città Nuova n. 15/2009
Successful collective efforts
Escrito por Benedetto Gui Sáb, 01 de Agosto de 2009 11:52
Benedetto Gui
Successful collective efforts
The Economy of Communion mentioned by Pope Benedict in his latest encyclical, “Caritas in Veritate,” inspires local entreprises around the world. A visit to the village of Vazantes, in the Brazilian state of Ceará, where social programs engage the entire community
published in Living City (August 2009)
Our vehicle speeds along, brushing against leaves that invade the narrow road to Vazantes, a Brazilian village of about 2,000 people. Is this really the “semi-arid” zone which is supposed to include most of the state of Ceará and neighboring states? The vegetation consists of bright green shrubs, interspersed with clearings for grass and the cultivation of caju, a particularly drought-resistant plant that produces cashew nuts. Pools of water fill large potholes in the road. “I would call it the ‘semi-humid’ zone,” I say to the others in the car.
Fr. Pedro Rubens, the young rector of the Catholic University of Pernambuco/Recife, smiles and explains that we are still in the rainy season which was wetter than usual this year. “If someone comes here at the end of the nine-month dry season during which there is no rain at all,” Fr. Pedro continues, “they immediately understand why local people have problems surviving.” People end up leaving the villages and going to the coastal cities.
Também o WSJ cita a Encíclica e a Edc
Escrito por Sarah Mundell Sex, 17 de Julho de 2009 16:27
O artigo, publicado a 7 de Julho, cita vários trechos da Encíclica
Também o WSJ cita a Encíclica "Caritas in Veritate" e a Edc
No passado dia 7 de Julho, o ‘Wall Street Journal’ publicou um breve artigo em que são citados alguns trechos da nova Encíclica papal, “Caritas in Veritate”.
Entre outros é citado um passo em que o Papa se refere à “assim chamada ‘economia civil’ e ‘economia de comunhão’… uma nova e ampla realidade complexa que engloba os sectores privado e público, e que não exclui o lucro, antes o considera um instrumento para a realização das finalidades humanas e sociais… Espera-se que estes novos tipos de empresas consigam encontrar em todos os países uma estrutura jurídica e fiscal adequada”.
Segundo a interpretação do ‘WSJ’, nestas passagens o Papa exprime a “necessidade de utilizar a economia para a assistência aos pobres e para cuidar do ambiente, mas ao mesmo tempo também suporta a globalização como meio para o combate à pobreza, apoiando a ideia de um mercado livre”.
ver o artigo:Pope Weighs In on Financial Crisis (em língua inglesa)
Distributing profits
Escrito por Francesco Tortorella Qua, 01 de Julho de 2009 22:55
Francesco Tortorella and Leo Andringa
Distributing profits
How EoC businesses share part of their earnings
published in Living City Special Edition Economy of Communion (July 2009)
From its beginning in Trent during World War II, the Focolare Movement’s spirituality of unity
carried a clear imperative: to live as the early Christians did, “so that no one was in need among them” (Acts 4:34). In the 1980s, the Movement systematically directed its attention to the world of economy and work, along with all the social problems connected to it.
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