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L'imprenditore, il mercato, l'innovazione
Escrito por Luigino Bruni Ter, 29 de Junho de 2010 13:09
Nell'ambito del Seminario in preparazione alle Settimane Sociali dal titolo: "Quale imprenditore per uscire dalla crisi?"
L’imprenditore, il mercato, l’innovazione
La crisi come opportunità da cogliere per crescere insieme
Intervento di Luigino Bruni
Polo Lionello Bonfanti (Incisa Valdarno, FI), 17 giugno 2010
Innovazione e creatività
Nella vita economica (dell’economy) l’innovazione svolge un ruolo centrale. Lo vediamo osservando la vita delle imprese e i mercati, che è (quando
l’economia è civile) essenzialmente una gara nell’innovare nel rispondere meglio ai bisogni dei cittadini. L’autore che ha fornito una vera e propria teoria dell’economia di mercato incentrata sul concetto di innovazione è l’economista e scienziato sociale J.A. Schumpeter il quale nel suo libro Teoria dello sviluppo economico (2002[1911]) descrive la dinamica del capitalismo come una rincorsa tra innovatori ed imitatori.
Egli utilizza un modello idealtipico nel quale il punto di partenza è lo “stato stazionario” dove le imprese pongono in essere soltanto attività routinarie, dove la vita economica si ripete in modo uniforme nel tempo, e il valore aggiunto da esse prodotto è esattamente sufficiente per coprire i costi di produzione e gli ammortamenti, senza creazione di nuova ricchezza. Lo sviluppo economico inizia quando un imprenditore spezza lo stato stazionario introducendo un’innovazione, che, per Schumpeter, è qualsiasi invenzione tecnica, nuova formula organizzativa, creazione di nuovi prodotti o di nuovi mercati, che fanno sì che si possa creare nuova ricchezza, che non solo copra i costi di produzione e gli ammortamenti, ma che crei profitto. Per Schumpeter il profitto, compreso l’interesse bancario, può essere maggiore di zero solo in presenza di innovazioni. L’imprenditore innovatore è il protagonista dello sviluppo economico, poiché crea vero valore aggiunto, e rende il sistema sociale dinamico.
vedi documento con note
Economia di Comunione
Escrito por Leo Andringa Sex, 30 de Abril de 2010 08:47
Presentazione del progetto Edc nell’ambito della commemorazione di Chiara Lubich tenutasi presso l’Ambasciata d’Italia presso la santa Sede
Economia di Comunione
Intervento di Leo Andringa, Commissione Internazionale Edc
Roma, Palazzo Borromeo, 15 aprile 2010
5 anni fa mia moglie ed io ci siamo trasferiti dall’ Olanda in Italia per aiutare nello sviluppo di un progetto economico nuovo, l’economia di comunione, che mi ha
affascinato sin dalla sua nascita. Tutti i movimenti spirituali (San Benedetto, San Francesco etc.) nella storia sono stati agenti di cambiamento, alcuni anche in ambito economico. Così è accaduto per il Movimento dei focolari.
Chiara Lubich, fondatore del Movimento dei Focolari, nel 1991 si trovava in Brasile per incontrare la comunità del movimento. Esso rispecchiava la realtà del paese, dove la disparità della distribuzione del reddito era evidente: tanti di loro erano molto poveri e vivevano nelle favelas senza lavoro e senza futuro. Chiara, per rispondere a un problema d’ingiustizia sociale e di errata distribuzione dei beni, ha pensato alle imprese come naturale “strumento” per fare questo. Ha lanciato allora una proposta:mettere insieme capacità e risorse, creare imprese, affidarle a persone competenti e produrre ricchezza da dividere in tre parti.
Un terzo per far crescere l’impresa ed i posti di lavoro, un terzo per aiutare i poveri, un terzo per la formazione a questa cultura di condivisione. Chiara è stata sempre molto concreta e ha chiesto subito una concretizzazione. I giorni dopo è nata la prima impresa “La Tunica”, una fabbrica di tessuti.
Oggi nel mondo, in tutti continenti, sono ca. 700 le imprese che aderiscono all’Economia di Comunione e abbracciano quasi tutti i settori del commercio, dei servizi e della produzione. In Europa sono circa 400, in America Latina sono 200 imprese; 35 in America del Nord; 25 in Asia; e alcune in Australia, Africa e Medio Oriente.
Negli ultimi 5 anni sono nate 50 nuove imprese ispirate al progetto e 50 già attive hanno deciso di aderirvi. Alcune centinaia poi hanno cominciato a vivere la stessa cultura della fraternità. Questa nuova cultura economica intende favorire una nuova concezione dell’agire economico, non solo utilitaristico, ma teso alla promozione integrale e solidale dell’uomo e della società.
Business Operations in an EOC Firm: the experience of Bangko Kabayan
Escrito por Antonella Ferrucci Seg, 05 de Abril de 2010 17:38
Presentation given at the International Conference of Corporate Social Responsibility at the Overseas Chinese University, Taichung, Taiwan
Business Operations in an EOC Firm: the experience of Bangko Kabayan
Presentation by Teresa Ganzon, president of the Ibaan Rural Bank Foundation
Taichung, 26 March 2010
Good afternoon, Ladies and Gentlemen. It is an honor to have been invited to address you today on the subject matter of Corporate Social Responsibility (CSR) and the Economy of Communion (ECO) paradigm, with particular focus on how an EOC enterprise, Bangko Kabayan, Inc. operates.
This morning, my colleague, Ms Tita Puangco, talked about how, for an EOC company, CSR is not an added element to an EOC firm’s activities or practices. Rather, it’s basic principles of “embracing responsibility for the impact of its activities on environment, consumers, employees, communities” and all else embraced by the term “stakeholders”, encouraging community growth and development proactively, deliberate inclusion of the public good in corporate decision-making and honoring the triple bottomline: Planet, People and Profit – all these are intrinsic to the life of an EOC enterprise.
EOC companies and CSR
The Economy of Communion firm, regardless of the type of business it is in, by allocation of its profits towards answering the needs of a community in need and helping to build structures to spread a culture of generosity and giving, and even in its commitment to grow the business so it could provide more employment and keep generating profits at the service of others - already embraces the concept of the triple bottomline. But perhaps, its unique contribution lies in its emphasis on building relationships and community – both within the enterprise and in the bigger external environment – while pursuing social and financial goals. EOC companies live CSR not via community projects in far away locations, financing projects for people who remain anonymous to them. Rather, the aspect of proximity becomes a necessary ingredient in their activities. Further, a goal of arriving to a relationship of reciprocity becomes a benchmark, as we believe that only in such a relationship is the ultimate vision of unity and universal brotherhood realized.
Le esperienze mutualistiche e solidali e l’«Economia di Comunione»
Escrito por Andrea Leonardi Ter, 23 de Março de 2010 15:40
Nell'ambito del convegno organizzato dall'Università di Trento "Chiara Lubich: da Trento al Mondo"
Le esperienze mutualistiche e solidali e l’«Economia di Comunione»
Intervento di Andrea Leonardi, Università degli Studi di Trento
Trento, 25 febbraio 2010
L’8 giugno 2001 nel suo intervento davanti al Consiglio comunale di Trento Chiara Lubich non nascondeva l’amore per la sua città natale, che dichiarava di avere “sempre nel cuore”. E nell’introdurre la sua riflessione sul tema della fraternità nell’orizzonte della città, richiamava - come era solita fare ogni qual volta sottoponeva ad analisi una determinata vicenda o situazione - il fondamento evangelico e i contenuti teologici di questo principio basilare nella sua concezione del mondo. Nell’affrontare tuttavia la dimensione politica del concetto di fraternità, così come vissuto concretamente dal movimento da lei fondato, sottolineava che nella sua maturazione, accanto al ruolo esercitato da Igino Giordani, era risultato importante anche quello dello statista trentino Alcide De Gasperi. Grazie al suo apporto – sosteneva in quell’occasione- “la nostra spiritualità ha rafforzato la vocazione all’unità” .
Si tratta di due semplici accenni, di segno indiscutibilmente diverso, capaci comunque di testimoniare il profondo legame tra la fondatrice del Movimento dei focolari e la sua terra d’origine. Evidentemente, nonostante a trent’anni avesse lasciato Trento e il Trentino, per tornarvi solo sporadicamente, aveva scolpita in sé l’impronta conferitale dall’ambiente in cui era nata ed era cresciuta, dalle sue diverse espressioni culturali e dalle personalità con cui aveva avuto modo di rapportarsi, direttamente, o anche solo indirettamente, durante gli anni della sua giovinezza.
Buone Pratiche: L’economia di comunione
Escrito por Luigino Bruni Ter, 23 de Março de 2010 15:15
Nell'ambito della Settimana teologica 2009 del MEIC
Buone Pratiche: L’economia di comunione
Intervento inviato da Luigino Bruni, Università Milano-Bicocca e Sophia (FI)
Pacognano di Vico Equense (NA), 27-31 luglio 2009
1. Introduzione
Chi racconta e legge la storia civile senza vedere il ruolo dei carismi, racconta una storia parziale e quindi sbagliata. Quando i carismi sono all’opera nelle dinamiche civili
con essi entra in scena una dimensione dell’amore di una forza straordinaria e rara, quella che la teologia e il pensiero cristiano hanno voluto chiamare agape, coniando, di fatto, una nuova parola greca, perché nuova era l’esperienza che i cristiani facevano e fanno grazie alla vita e al messaggio di Gesù. Con i carismi irrompe nella storia l’agape, che fa il suo ingresso dentro e fuori e confini istituzionali della chiesa, data la natura universale del cristianesimo, il cui soffio tocca e muove persone di tutti i tempi e luoghi, che se e in quanto portatori di un carisma, sono portatori di agape, anche inconsapevoli. Il carisma è un dono dello Spirito per l’edificazione del bene comune, un carisma, termine che viene da charis, quella grazia che è la fonte anche dell’agape, la forma dell'amore tipico del cristianesimo. Come ha messo in luce Benedetto XVI nella sua “Caritas in veritate”, l’agape, la charis, può essere all’origine anche dell’azione di chi si impegna per lo sviluppo economico e civile, può ispirare la vita spirituale ma anche un’impresa civile. Sta anche qui la laicità del cristianesimo, di un Logos che si fa storia, e supera ogni distinzione tra “sacro” e “profano”.
Alcuni grandi carismi hanno avuto effetti anche nell’ambito economico. Si citano, a questo riguardo, sempre Benedetto e Francesco; ma sono stati centinaia se non migliaia le persone, portatrici di carismi, e per questo mosse dall’agape, che hanno animato anche la vita economica, dando vita ad opere di carità, di assistenza, di misericordia, il cui peso nella storia è assolutamente sottovalutato.
Efficienza, competitività e solidarietà nell’economia di comunione
Escrito por Gabriella Berloffa Ter, 16 de Março de 2010 11:43
Nell'ambito del convegno organizzato dall'Università di Trento "Chiara Lubich: da Trento al Mondo"
Efficienza, competitività e solidarietà nell’economia di comunione
Intervento di Gabriella Berloffa, Dipartimento di Economia, Università degli Studi di Trento
Trento, 25 febbraio 2010
Introduzione
Come descritto da Luigino Bruni, “l’Economia di Comunione nasce da un’intuizione originale avuta da Chiara Lubich durante la sua permanenza in una cittadella dei Focolari, vicino a San Paolo, in Brasile, alla fine del maggio 1991. Attraversando San Paolo Chiara è colpita dall’estrema miseria e dalle tante favelas che, come una ‘corona di spine’, circondano la città; una forte impressione dovuta principalmente all’enorme contrasto tra quelle baracche (dove vivono pure diverse persone della sua comunità) e i tanti e lussuosi grattacieli… Da quell’esperienza emerge un’intuizione nuova: estendere la dinamica della comunione dai singoli – che la praticavano già – alle aziende, invitando imprenditori ed azionisti a mettere in comune i loro utili… In quei primissimi giorni l’idea si specifica meglio: gli utili aziendali devono essere messi in comunione destinandoli a tre scopi precisi: a) per l’autofinanziamento dell’impresa; b) per la diffusione della cosiddetta ‘cultura del dare’; c) per i poveri in contatto con le comunità dei Focolari” (Bruni, 2004, p. 20).
Se l’economia di comunione si limitasse ad una decisione libera circa l’impiego degli utili aziendali non rappresenterebbe di per sé quella alternativa “radicale” alla visione economica prevalente che pure alcuni autori hanno sottolineato (vedi Bruni, 2004; Zamagni, 2004).
Vedi documento completo
Crisi finanziaria e disuguaglianza economica. Il ruolo di una cultura economica rinnovata
Escrito por Benedetto Gui Sex, 05 de Fevereiro de 2010 09:41
Nell'ambito della giornata dedicata alla crisi finanziaria del 4° seminario Buddista-Cristiano
Crisi finanziaria e disuguaglianza economica. Il ruolo di una cultura economica rinnovata
Intervento di Benedetto Gui
Chiang Mai (Thailandia), 4 febbraio 2010
“Le persone cercano un senso nella loro vita - quel senso che viene solo dalla consapevolezza che uno sta facendo la sua parte per fare del mondo un posto migliore…[Questo] è un aspetto della natura umana che è totalmente ignorato nell’attuale mondo degli affari.”(Muhammad Yunus, Creating a World without Poverty, p.162)
“Non va dimenticato che il mercato non esiste allo stato puro. Esso trae forma dalle configurazioni culturali che lo specificano e lo orientano.” (Lettera Enciclica Caritas in Veritate, 2009, §36)
La recente crisi economica e finanziaria ha causato grandi sofferenze in tutto il mondo. Lo stato d’animo prevalente in questo momento è di speranza impaziente che la ripresa arrivi presto, in modo da poter tornare alla situazione precedente.
Tuttavia, è necessario riflettere su quello che è accaduto. La scintilla della crisi è stata lo scoppio della bolla speculativa sul prezzo delle case negli Stati Uniti. Se ci poniamo ad un livello più profondo, ci accorgiamo che la crisi ha delle cause strutturali, come il sistematico eccesso di consumi delle famiglie americane e l’inadeguatezza della regolamentazione finanziaria. Ma se andiamo ancora più in profondità ritroviamo, più pressante che mai, una questione cruciale: c’è qualcosa di sistematicamente sbagliato, qualcosa che dobbiamo correggere, nel sistema economico in cui viviamo?
Mulher, desenvolvimento e trabalho: o feminino na dimensão económica
Escrito por Alessandra Smerilli Sáb, 31 de Outubro de 2009 15:26
No âmbito da primeira conferência internacional sobre as mulheres e os direitos humanos, intitulada “Vida, família, desenvolvimento: função das mulheres na promoção dos direitos humanos”, promovida pelo Pontifício Conselho da Justiça e da Paz
Mulher, desenvolvimento e trabalho: o feminino na dimensão económica
Intervenção de Alessandra Smerilli
Roma, de Março de 2009

Introdução “O princípio que regula as actuais relações sociais entre os dois sexos – a subordinação de um ao outro sancionada pela lei – é um princípio incorrecto em si, o qual, tendo-se tornado hoje em dia um dos principais obstáculos ao progresso humano, deveria ser substituído pelo princípio da absoluta igualdade”.
Desde 1869, ano em que Mill escreceu o livro “A submissão das mulheres”, muita coisa mudou, e, pelo menos em termos de princípio, hoje quase ninguém ousaria colocar em dúvida a substancial paridade de dignidade entre homem e mulher. Os dados à nossa disposição mostram de resto que, pelo menos nos países ocidentais, a paridade de dignidade se está traduzindo rapidamente também em paridade de oportunidades. Com certeza que o caminho é ainda longo, e em muitas partes do mundo ainda se verifica o fenómeno posto a nu por Mill, isto é, a substancial subordinação das mulheres sancionada na lei ou fruto da tradição.
ver documento completo com notas (em língua italiana)Economia di Comunione
Escrito por Luigino Bruni Qua, 28 de Outubro de 2009 23:08
Nell'ambito del momento di incontro fra Movimenti, Associazioni e nuove comunità cristiane "Insieme per l'Europa 2009", ‘Sulla Tua parola…camminiamo insieme’
Economia di Comunione
Intervento di Luigino Bruni
Loppiano (Incisa Valdarno, FI), 20 settembre 2009
Intanto volevo esprimere un grazie personale e sentito a motivo di questa esperienze perché, se c’è una esperienza umana assolutamente straordinaria è ascoltare i carismi all’opera nella storia: un’esperienza che lascia senza fiato; quindi sono veramente grato di essere qui e poter partecipare a queste due giornate davvero meravigliose.
Nelle età di crisi non sono mai mancati i carismi che hanno dato una risposta anche ai problemi ed alle sfide civili ed economiche di un dato tempo. Basti pensare, per i noti esempi, a San Benedetto dopo il crollo dell'impero romano, a S. Francesco, con le prime grandi povertà urbane medievali, e a tutti i carismi sociali della modernità che hanno reso il giogo di tanti poveri ed esclusi più leggero e soave. Dobbiamo ricordare che il primo contratto regolare per un minorenne in apprendistato lo inventò don Bosco con un carisma per i ragazzi.
A empresa como um bem social
Escrito por Alberto Ferrucci Seg, 07 de Setembro de 2009 12:48
No âmbito do Encontro de preparação para as Semanas Sociais 2009, sob o título “Redefinição do Espaço Público”, realizado na Universidade Católica de Milão
A empresa como um bem social
Intervenção de Alberto Ferrucci
Milão, 5 de Junho de 2009
Fui convidado para dar um testemunho, devido à minha experiência, primeiro como administrador de uma grande empresa e depois como empresário.
Nos anos 80 eu tinha chegado à Assembleia da Confindustria, num carro blindado, porque então eu estava na mira das Brigadas Vermelhas, as quais todas as semanas faziam pelo menos um atentado (quando corria bem atingiam as pernas) contra uma pessoa do mundo da indústria ou da justiça ou da informação: nessa altura, alguns passaram a trazer no bolso um garrote hemostático, para estancar qualquer eventual hemorragia.
À saída da assembleia, uma senhora entregou-me o boletim da Associação das Mães dos Terroristas onde se lia: “Sabemos que os nossos filhos erraram e é justo que paguem pelo que fizeram. Vós porém que dirigis as empresas, recordai-vos que não são vossas e que existem graças ao empenho de quem vos precedeu e daqueles que aqui trabalharam, a todos os níveis. Não podeis portanto utilizá-las para os vossos fins pessoais”.
Perché sono necessari i carismi per realizzare un’economia fraterna?
Escrito por Crivelli, Luca Qua, 10 de Junho de 2009 13:14
Nell'ambito dell'incontro di Imprenditori uruguaiani di Edc tenutosi presso il Centro Mariapoli "El Pelicano" di Montevideo
Perché sono necessari i carismi per realizzare un’economia fraterna?
Intervento di Luca Crivelli
Montevideo, 3 gennaio 2009
Nel titolo della relazione si stabilisce un nesso logico, tutt’altro che scontato, tra tre parole: “economia”, “fraternità” e “carisma”, che proverò ora a illustrare, suddividendo la riflessione in tre momenti.
In una prima parte cercherò di spiegare perché la fraternità può essere considerata come la promessa non mantenuta della rivoluzione francese, che aveva proposto, l’uno accanto all’altro, i principi di “liberté, égalité e fraternité”.
In una seconda parte cercherò di illustrare l’apporto offerto dai carismi (quelli della storia e quelli odierni; quelli religiosi e quelli civili) allo sviluppo dell’economia moderna.
La terza parte, più breve, si concentrerà sulla trilogia dell’amore: Eros, Philia ed Agape che, utilizzando un gergo civile, potremmo tradurre con “contratto” (eros), relazioni di reciprocità (philia) e dono gratuito e incondizionale (agape). La mancanza di una sola di queste corde nel tessuto sociale può portare a derive patologiche e mettere a rischio la sopravvivenza stressa della società civile.
Perchè sono necessari i carismi per realizzare un'economia moderna?
Principato di Monaco, 30/11/2008
Escrito por Antonella Ferrucci Ter, 25 de Novembro de 2008 16:59
SOLIDAR-ONE
1°Forum Internazionale sulla solidarietà e la Cooperazione Internazionale

30 novembre 2008, ore 14.30
Auditorioum Ranieri III
Boulevard Louis II,
98000 Principato di Monaco
Convegno Decennale Cooperativa Sociale Spes
Escrito por Bruni, Luigino Sáb, 13 de Setembro de 2008 18:14
Convegno Decennale Cooperativa Sociale Spes
“L’economia di Comunione: molla per fare impresa”
Intervento di Luigino Bruni
Pontedera (FI), 13 settembre 2008
Buongiorno, grazie di questa opportunità, di questo invito e grazie anche per la possibilità che, essendo qui, mi è data di conoscere meglio quest’esperienza, che mi sembra davvero carica di speranza per tutti.
Io, oltre che di economia, mi occupo anche di Economia di Comunione (EdC), questo progetto che è stato appena citato, guidando un po’ le attività del Progetto. Io volevo in questi venti minuti dire essenzialmente due cose: la prima cosa è partire da due parole che io considero chiavi dell’EdC, della cultura, dello stile di vita, dell’ethos di questo Progetto; e poi, il secondo punto, soffermarmi sul modo specifico del prendersi cura dell’EdC, cioè se c’è una differenza, un’identità, una particolarità, del prendersi cura, della cura che nasce da questo Progetto, che ha la sua origine nel carisma di Chiara Lubich del Movimento dei Focolari.
Simposio presso l'UNESCO
Escrito por annette Seg, 23 de Junho de 2008 18:21
Du microcrédit à l’économie de communion
Des valeurs pour l’économie
Parigi - UNESCO, 2 febbraio 2008 - Programma e testi degli interventi
Moderatori
José et Chantal Grévin (New Humanity - Movimento dei Focolari)
Raymond et Claire Balmès (Fidesco - Comunità di Emmanuel)
Convegno Edizioni Paoline
Escrito por Crivelli, Luca Dom, 08 de Junho de 2008 18:03
Missione e metodologia d’impresa
Intervento di Luca Crivelli
Ariccia (Roma), 8 giugno 2008
L’economia moderna si regge sul principio che il mercato e le organizzazioni economiche dovrebbero fare a meno, nel proprio agire, della dimensione dell’amore.
Il mainstream della scienza economica, tranne alcune luminose eccezioni, non solo ha utilizzato altri nomi, meno impegnativi, per descrivere comportamenti non egoistici nella sfera economica (come altruismo, filantropia o donazione), ...
Percorsi formativi all'EdC
Escrito por Crivelli, Luca Sáb, 17 de Maio de 2008 18:03
Per una governance di comunione nelle imprese EdC
Intervento di Luca Crivelli
Loppiano (Firenze), 17 maggio 2008
«Una notte Francesco udì una voce: “Muoio”. Era un frate che gemeva. Francesco gli domandò cosa avesse: “Muoio di fame”. “Presto, tutti in piedi. Si prepari subito un pasto per tutti. Non bisogna che un frate muoia di fame, ma neppure che si senta imbarazzato a mangiare da solo.” Uno spuntino notturno austero, non c’è dubbio.» [Julien Green].
EOC and Microfinance
Escrito por Ganzon, Teresa Ter, 29 de Abril de 2008 18:03
The practice of EOC and Microfinance in Bangko Kabayan
by Teresa Ganzon
Chiara Lubich’s concept of the Economy of Communion was a revolutionary idea that immediately resonated in our hearts. It transformed our way of looking at our business. We found a renewed commitment to work and gained new understanding on the way the rural bank could be managed and how it held incredible potential to benefit the common good.
Atti del Convegno internazionale 2007
Escrito por annette Seg, 10 de Dezembro de 2007 10:42
"Lavorare in Comunione"
Convegno Internazionale
Castel Gandolfo (RM), 30/11-2/12/2007
Vita e Cultura - Alberto Ferrucci
Messaggio al Congresso sul Lavoro - Chiara Lubich
Lavorare per amore - Luigino Bruni
Igino Giordani: Chi ama, fa. - Alberto Lo Presti
La dimensione antropologica e spirituale del lavoro - Vera Araujo
Messaggio per il convegno sul lavoro
Escrito por Lubich, Chiara Sex, 30 de Novembro de 2007 13:00
Carissimi imprenditori, lavoratori, docenti, studenti, e attori tutti del progetto dell’Economia di Comunione e del Mondo Economia e Lavoro di Umanità Nuova,
Siamo giunti al terzo congresso internazionale dell’economia di comunione “Lavorare in comunione. Molte sfide, una proposta”.
Settimane Sociali - ottobre 2007
Escrito por Bruni, Luigino Sex, 19 de Outubro de 2007 15:25
Economia e bene comune: un rapporto appena incominciato
Intervento di Luigino Bruni al convegno "Il bene comune oggi: un impegno che viene da lontano"
Pistoia 19 ottobre 2007
Sono convinto che, come cristiani, non possiamo oggi fare alcun discorso sul bene comune senza prendere sul serio due grandi questioni: l’ambiente e la povertà, come anche il Prof. Zamagni ha sottolineato. Se, infatti, il Bene Comune è “il bene di tutti e di ciascuno”, allora esso deve includere tutti oggi, gli esclusi e i più fragili in particolare (povertà); e deve includere anche le future generazioni (ambiente).
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