Sábado, 05 de Mayo de 2012 10:58
Escrito por Antonella Ferrucci
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Intervista al prof. Luigino Bruni, docente di Economia politica: «Le tasse sono il cuore di ogni patto sociale e quando si evadono il patto salta».
«L’esattore fiscale è buono, non buonista»
di Carlo Candiani
pubblicato su Tempi.it il 05/05/2012
Un pomeriggio di un giorno da cani, nella sede dell’Agenzia delle Entrate a Romano di Lombardia, un paese bergamasco. Un piccolo imprenditore del luogo, Luigi Martinelli, ha creato il panico per diverse ore, asserragliato negli uffici con un ostaggio e con la minaccia di uccidersi per questioni di debiti con il fisco. Alla fine tutto si è risolto in maniera incruenta, con l’arresto del sequestratore. Restano sullo sfondo le ragioni di un gesto che evidenziano ancora una volta il grave problema della riscossione delle tasse, che sta portando a una angoscia collettiva. «Questo gesto è la punta dell’iceberg, un atto inqualificabile che identifica la difficoltà oggettiva degli italiani nell’affrontare il pagamento delle tasse, ultimamente ancora più ingiuste e inique». A parlare così a tempi.it è il prof. Luigino Bruni, docente di Economia politica all’Università Bicocca di Milano. «È la percezione, sempre più diffusa, di essere inermi davanti a un potere che pretende la giusta riscossione fiscale ma non fa niente per risolvere sprechi e costi della macchina pubblica, anzi irride chi chiede soldi allo Stato debitore».