di Elena Manigrasso
Continua ad appassionare i propri corsisti il percorso di studi sull'Economia Civile iniziato nel 2010 con “la Summer School di Ostuni”: proseguono infatti gli incontri – confronti fra docenti, studenti della scuola e imprenditori provenienti da ogni parte d’Italia.
Pensare col “noi” lasciando un po’ da parte il “tu” è l’obiettivo primario per una economia nuova, che punta sul bene relazionale piuttosto che su quello esclusivamente individuale, sulla ricchezza della natura anziché su quella della finanza. Una bella sfida quella dei summerini, dato che si svolge in piena tempesta economica, ragazzi che pensano ad un modo nuovo di fare impresa, capace di fare profitto in modo eco-sostenibile.
Certezze per il futuro poche, impegno tantissimo. E non è poca cosa.
Molto interessante è risultata essere la lezione di sabato di Alberto Frassineti sul tema: “Mission”: uno strumento per la gestione dell’impresa. La mission, afferma il professore, ci aiuta in una impresa a capire e condividere delle priorità. E ancor più ci porta ad essere portatori sani di passione, di partecipazione forte per il proprio lavoro che non è poca cosa. Servono però operai che abbiano voglia di rischiare insieme all’imprenditore. Trarre beneficio dai propri successi ottenuti in relazione con l’altro facilita la sintonia del gruppo. Solo così chi sta all’apice di un’azienda fa bene il suo lavoro e “un imprenditore che fa bene impresa è un grande attore del bene comune”.
Nella giornata di Domenica si sono svolti invece i 4 laboratori di approfondimento sui temi dell’Economia Civile, presentati dagli infaticabili organizzatori del seminario invernale: Vincenzo Mercinelli, Simona Internò, Rocco Tagariello, Daniele Nuzzi. I corsisti, pur nella consapevolezza di vivere un profondo disagio occupazionale, hanno cercato possibili soluzioni per un futuro più “umanizzato”, legato ai valori della persona in primis.
Nelle loro relazioni hanno illustrato progetti dettagliati per creare a medio e a lungo termine attività che mirino all’inclusione, soprattutto delle fasce
deboli della società. Per scongiurare il rischio di essere considerati dei visionari, i ragazzi hanno motivato le loro scelte ed hanno incluso anche a livello pratico il da farsi riguardo la fattibilità dei piani di lavoro. Anche se bisogna dire che “l’essere visionari” può essere una ricchezza, può portare a soluzioni originali, innovative. Carlo Cattaneo affermava che “innovazione è visione, è riuscire a vedere con occhi diversi le cose”.
Significa ad esempio offrire quel “that” prima del bisogno, come ha fatto il grande informatico visionario Steve Jobs. Le iniziative imprenditoriali fondate sui principi della economia civile possono essere realizzate, sembrano affermare i ragazzi del corso, e lo hanno manifestato mettendo nero su bianco le loro idee. L’imprenditore Franco Caradonna, presente nelle due giornate di studio, ha manifestato grande apprezzamento per il lavoro svolto dai ragazzi e per il loro essere propositivi, evitando così la strada semplice del lamento facile, del piagnisteo , che non porta a nulla.
I corsisti si sono creati una mission da seguire, come se fosse una vera e propria Costituzione: creare imprese ben salde, quelle che non bruciano tutto per poi fuggire a caccia di un altro posto da sfruttare. E arrivare alla meta tutti insieme sarebbe una grande conquista: un modo nuovo di entrare in empatia con l’uomo e la natura.
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