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Commenti - Più democrazia, meno finanza

La risposta è politica

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/05/2012

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Da questa crisi usciremo solo con più democrazia e meno finanza. Ce lo ha ricordato nei giorni scorsi Amartya Sen, l’economista-filosofo forse più influente in questa fase della vita del mondo, in diverse conferenze che ha tenuto in Italia. Il suo discorso è stato a tratti duro nei nostri confronti (Italia, Grecia, Spagna) poiché, ha sottolineato con forza, «voi avete inventato la democrazia e ora state abdicando a essa sotto la dittatura di finanza, mercati e spread». Citando John Stuart Mill, Sen ha ricordato che la democrazia è essenzialmente e prima di tutto: government by discussion (governare attraverso la discussione) e quindi non è soltanto il governo delle maggioranze, né delle quote di Pil (come accade nelle società di capitali dove non contano le persone o le parole, ma le quote di capitale), né tanto meno il governo dei mercati finanziari. Parole sante, se pensiamo a quanta poca democrazia nella gestione di questa crisi c’è oggi in Europa e nel mondo.


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Commenti - Una grammatica da riscoprire

Ma le tasse sono pure dono

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 13/05/2012

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C’è un tratto che accomuna molti dei fenomeni di più sano disagio nei con­fronti del fisco e della politica: una crescen­te intolleranza e avversione verso l’iniquità. Gli esseri umani nel compiere le proprie scel­te, anche quelle più tipicamente economi­che, non seguono un freddo calcolo mone­tario costi-benefici, ma mettono in campo molte altre risorse emotive, simboliche, eti­che, che ci portano ad esempio a 'punire' i comportamenti che leggiamo come ingiu­sti. Tutto ciò è molto evidente in tema fisca­le. Anche se tutta la comunicazione politica (compresi gli spot) cerca di convincerci che lo scopo del pagamento delle tasse è essen­zialmente la produzione di beni pubblici (sa­nità, infrastrutture, sicurezza...) e di beni me­ritori (scuola, cultura, arte...) di cui poi tutti usufruiamo, in realtà la raccolta fiscale è so­lo in parte usata per la realizzazione di que­sti beni pubblici e meritori che poi 'ci ripa­gano' o dovrebbero ripagarci.


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Per l’economista Luigino Bruni l’incontro con il Papa a Milano è l’inizio di una partita che la famiglia dovrà giocare in tutto il paese

Family 2012. La gratuità che salverà il mercato

di Caterina Giojelli

pubblicato su Tempi.it il 10/05/2012

Logo_Tempi_itLo scarto è culturale. Lo sottolinea con forza il professor Luigino Bruni, docente di Economia Politica all’Università Bicocca di Milano e all’Istituto Internazionale Sophia, parlando di famiglia e di quel quid che il mercato non produce ma di cui ha bisogno per funzionare. Per Bruni è riduttivo e infruttuoso ai fini di ogni ripresa riconoscere alla famiglia un ruolo economico solo in forza della sua capacità di consumare, di fornire manodopera e di generare risparmio. «La famiglia ha natura economica. Nel senso che è il luogo di produzione di un bene intangibile e preziosissimo per lo sviluppo: la gratuità, che è alla base del dono, il sale e il lievito della vita comune, e da cui si sprigiona l’offerta di beni come la cooperazione, la fiducia, il senso civico. Tutte virtù a cui la famiglia educa l’individuo fin dai primissimi anni di vita, necessarie come i capitali finanziari e tecnologici alla crescita economica di un paese».


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Intervista al prof. Luigino Bruni, docente di Economia politica: «Le tasse sono il cuore di ogni patto sociale e quando si evadono il patto salta».

«L’esattore fiscale è buono, non buonista»

di Carlo Candiani

pubblicato su Tempi.it il 05/05/2012

Logo_Tempi_itUn pomeriggio di un giorno da cani, nella sede dell’Agenzia delle Entrate a Romano di Lombardia, un paese bergamasco. Un piccolo imprenditore del luogo, Luigi Martinelli, ha creato il panico per diverse ore, asserragliato negli uffici con un ostaggio e con la minaccia di uccidersi per questioni di debiti con il fisco. Alla fine tutto si è risolto in maniera incruenta, con l’arresto del sequestratore. Restano sullo sfondo le ragioni di un gesto che evidenziano ancora una volta il grave problema della riscossione delle tasse, che sta portando a una angoscia collettiva. «Questo gesto è la punta dell’iceberg, un atto inqualificabile che identifica la difficoltà oggettiva degli italiani nell’affrontare il pagamento delle tasse, ultimamente ancora più ingiuste e inique». A parlare così a tempi.it è il prof. Luigino Bruni, docente di Economia politica all’Università Bicocca di Milano. «È la percezione, sempre più diffusa, di essere inermi davanti a un potere che pretende la giusta riscossione fiscale ma non fa niente per risolvere sprechi e costi della macchina pubblica, anzi irride chi chiede soldi allo Stato debitore».


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Commenti - La chance del terziario sociale

Serve «cura», è urgente

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 21/04/2012

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Da più parti giungono ricette per rilanciare la crescita, di fronte all’evidente insufficienza di quelle proposte dal Governo, che sta svolgendo con diligenza il compito assegnatogli, quello cioè di spegnere l’incendio dei mercati finanziari divampato nella seconda metà dell’anno scorso. Le competenze e le abilità necessarie a spegnere gli incendi, però, non sono quelle necessarie a ricostruire la casa una volta domate le fiamme, poiché se i pompieri si dedicano anche a questo compito avremmo una nuova casa piena di sistemi anti-incendio e di scale di fuga, ma probabilmente non una bella casa nella quale vivere e far crescere i figli. Se vogliamo ricostruire e rendere vivibile la casa comune dobbiamo far ripartire presto la politica.


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Chiara Lubich e a Economia de Comunhão

por Marcus Eduardo de Oliveira

publicado em IHU Notícias dia 17/05/2012

logo_ihu"O ponto fundamental desse novo jeito de “pensar a economia” é a cooperação e a ajuda mútua (na prática é a cultura do “dar” e do “doar-se”) entre os agentes e o amplo e irrestrito apoio aos projetos de cunho social que enalteçam o papel das pessoas integrando-as no sistema produtivo. O propósito é um só: levar a dimensão da fraternidade para a macroeconomia que dita, na essência, as políticas econômicas públicas. O objetivo? Fazer com que a teoria econômica tradicional seja sensível à economia social e faça valer o princípio maior dessa ciência social: proporcionar melhoria (bem-estar) de vida a todos", escreve Marcus Eduardo de Oliveira, economista, especialista em Política Internacional com mestrado pela Universidade de São Paulo (USP), professor de economia da FAC-FITO e do UNIFIEO, em São Paulo.


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Speciale Insieme per l'Europa -  Pubblichiamo il discorso tenuto oggi a Bruxelles da Luigino Bruni, professore associato di Economia Politica presso la Facoltà di Economia, Università di Milano-Bicocca, in occasione della Giornata “Insieme per l’Europa”.

"Quale economia per il Bene comune?"

di Luigino Bruni

pubblicato su Zenit il 12/05/2012

Logo_ZenitL’Europa è stata la terra sulla quale è fiorita l’economia di mercato, con un contributo decisivo del cristianesimo, e dei suoi carismi (basterebbe pensare al solo monachesimo).

Oggi questa economia di mercato vive in Europa una profonda crisi, dovuta a due principali fattori: innanzitutto il peso eccessivo che la finanza speculativa ha assunto in rapporto all’economia reale: la finanza è civile finché è sussidiaria (al servizio) dell’economia reale; diventa incivile e dannosa quando il rapporto si inverte, e beni, servizi, ambiente e lavoratori vengono asserviti e strumentalizzati dai capitali speculativi.


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Commenti - I numeri e la verità del lavoro

Altro che spread

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/05/2012

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I dati, i numeri, non sono tutti uguali. Alcuni parlano più forte di altri, e dicono cose trop­po serie per dimenticarli non appena la crona­ca ci mostra altri numeri e altri dati. Un tasso di disoccupazione che è quasi raddoppiato in cin­que anni non deve lasciarci in pace. Sotto quel 9.8% ci sono infatti nascosti, ma poi non così tanto, 500mila volti e storie di persone che in un solo anno hanno perso il lavoro, senza ritrovar­ne un altro. Certo, tra questi lavori persi ce ne sa­ranno alcuni finiti perché iniziati male, artifi­cialmente, senza creatività né intelligenza nelle imprese e nei lavoratori. Ma questi saranno un’e­sigua minoranza: tutti gli altri hanno perso sem­plicemente il loro lavoro.


Comments - Beyond the GNP, with civil capitals

Change in Order to Grow

By Luigino Bruni

Published in Avvenire on 29/04/2012

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Mario Draghi has also launched an appeal for a «pact for growthAngela Merkel is also becoming convinced that it’s a matter of necessity. It is becoming increasingly clear to many – and thank goodness, also to many influential people – that to base ourselves solely on the «fiscal pact» is not only too little, but runs the risk of further deteriorating the economic situation of the more fragile European nations. Growth, therefore: but growth of what? Without embracing the radical thesis, and at times naive (above all, in the  therapies that it proposes) of the so called de-growth, we need to be aware that the most important question on growth is really «of what?». When we think of growth, we normally think of growth in GNP.


Comments – As in 1951 but because of the finance

A New Pact for Europe

By Luigino Bruni

Published in the Avvenire  on 15/04/2012

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The instability and the fiscal and economic uncertainties that are characterizing, and will still long characterize, the current season of the financial market and of society, also depends on the big question on the present and the future of Europe, of economic, civil and political Europe. When in 1951 the CECA was formed, the Community of carbon and steel, behind this epochal event, took a fundamental step towards the “Treatise of Rome” and, therefore, towards the European Community, there was a genial and prophetic intuition of huge political, cultural and also spiritual valence: to create a community pact precisely on the strategic resources that were at the heart of two big world conflicts, that carbon and steel that had fuelled the wars.

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