EoC - Economy of Communion

logo_convention_edc_2011_rid_ridSpeciale Convention Edc Italia 2011

Intervento di Ornella Seca

Polo Lionello Bonfanti , 17 settembre 2011

110915-18_LoppianoLab_13_Seca_ridMi occupo di assicurazioni da oltre 30 anni svolgendo, nel corso della mia storia professionale, vari ruoli: impiegata, consulente, collaboratrice fino a ricoprire in questo ultimo decennio quello di Agente di Assicurazioni.

Quando mi è stata prospettata la possibilità di prendere il mandato di una primaria Compagnia di assicurazioni per gestire un ufficio con tre dipendenti e due collaboratori non ho avuto dubbi: sarebbe stata una Agenzia di Assicurazioni dell’Economia di Comunione.

Era il 2002 conoscevo qualcosa di questo nuovo agire, forse poco per una decisione così importante ma l’entusiasmo era grande perché pensavo: posso non solo dare a tanti la possibilità di conoscere l’Economia di Comunione, ma posso concretizzare con il mio lavoro la possibilità di fare qualcosa di concreto per chi è più nel bisogno.

Questa è una professione che solitamente viene tramandata da padre in figlio, io non ho avuto un padre Agente alla spalle, ma sono sempre stata certa di avere un Socio Nascosto – così Chiara Lubich aveva chiamato Colui che interviene nella gestione dell’azienda – che non mi avrebbe fatto mancare il Suo sostegno, quando ne avessi avuto bisogno.

Così è stato: quando l’aumento dei costi mi aveva fatto pensare che avrei dovuto ridimensionare il personale, ma ciò avrebbe messo in difficoltà tutti i dipendenti, non sapevo cosa fare così ho aspettato, poco dopo si è presentata la possibilità di un accorpamento con un’altra agenzia che ha raddoppiato il territorio di pertinenza e così anche il portafoglio in gestione, e il personale … raddoppiato.

Sin dal primo anno avevo deciso che non avrei mai fatto mancare il terzo – contributo  per i miei fratelli in stato di necessità – ma in questi ultimi anni la contrazione degli utili poteva giustificare un mio ripensamento. Ho ridotto i miei compensi e questa fedeltà nel fare il bonifico ogni anno mi dà sempre non solo grande gioia, ma anche quanto concretamente poi mi necessita per quadrare i conti: grazie a contratti conclusi non previsti e questo accade spesso.

Problemi ce ne sono stati e ce ne sono tanti, di ogni genere, ma tutto è sempre costellato di esperienze che mi aiutano a ricordare i volti delle persone non i numeri che caratterizzano lo sviluppo o il calo della produzione: come quando un cliente anziano dopo aver atteso il suo turno ha chiesto come mai le persone entrano arrabbiate ed escono che sorridono? oppure quando un cliente voleva presentare una denuncia di sinistro pur non avendolo avuto, l’ho ascoltato fino in fondo e poi dissuaso; cambiata l’idea è andato via ringraziando.

La sfida più interessante è quella di trasmettere i valori della Edc a tutti i collaboratori e farli adottare come propri, così le diverse esperienze da cui provengono è occasione per reciprocamente arricchirsi, imparando ad ascoltarsi, a dare le proprie idee a rivedere i propri giudizi.
E’ sorprendente scoprire ogni giorno che i valori dell’Economia di Comunione consentono di sviluppare rapporti stretti autentici sia all’interno tra tutti i dipendenti che all’esterno dell’agenzia con i clienti, svelandosi come un’arma segreta, di comunione, che aiuta anche a far risultati.

In questi anni ho condiviso con un mio collega i fondamenti del progetto dell’Economia di Comunione intuendo che ne era molto interessato, questo ha permesso frequenti confronti e due anni fa abbiamo iniziato un programma di incontri con tutti i dipendenti e collaboratori delle due agenzie. (siamo circa 50 tutti insieme)

Il raffronto e la conoscenza fra tutti i protagonisti delle agenzie ci ha permesso di essere preparati nell’affrontare i nuovi e difficili traguardi che il mondo assicurativo ci impone (soprattutto quest’anno), individuando insieme soluzioni applicabili nell’una o nell’altra agenzia, anzi questa esperienza ha poi permesso l’inserimento di una terza (ulteriore) agenzia.

La conoscenza del mondo Edc in questi anni si è così approfondita che questo collega, ha sottoscritto quote per il Polo Lionello, si è abbonato con la moglie a Città Nuova e l’anno scorso dopo l’esperienza fatta, anche lui ha voluto donare parte degli utili ad Azione per un Mondo Unito, AMU, scegliendo tra i progetti proposti quello che in Brasile prevedeva un SEMINARIO di FORMAZIONE SUI PROGETTI di COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO motivandolo con: sono soldi avanzati dalla formazione sono contento che tornino alla formazione.

Io non posso cambiare le macro dinamiche economiche e ci sono situazioni che posso solo guardare senza poterle influirle direttamente  ma una cosa la posso fare : posso incidere il territorio in cui vivo con la mia Agenzia di Assicurazioni con i 5 uffici: verso i 5.600 clienti grazie ai 7 dipendenti e 7 collaboratori che giorno per giorno come piccoli eroi mi aiutano a condurre questa avventura.
Chiara in uno degli ultimi suoi messaggi, siamo nel 2007, ricordava qualcosa che oggi  è attualissimo: "il lavoro vive oggi una stagione nuova, dolorosa e difficile, ma anche carica di opportunità… e più avanti … l’amore scambievole porterà gli attori dell’edc “a trovare insieme nuove forme di organizzazione del lavoro e nuovi modi di gestione…. infine…. L’edc non giungerà a piena maturazione finché il “vino nuovo” del carisma dell’unità non trovi degli “otri nuovi” ad esso consoni.”

Questi pensieri di Chiara hanno fatto nascere in me un sogno, quello di studiare la fattibilità di una nuova compagnia di assicurazione ETICA;  è una follia, lo so, ma già un piccolo gruppo sta lavorando affinché si possa ritrovare il concetto di mutualità virtuosa e legarla alla reciprocità tipico dell’Economia di Comunione: con la certezza che nulla è impossibile a Dio.

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Wound blessingLuigino Bruni

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Chiara_Lubich_1Chiara Lubich

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