Notiziario EdC
Economia di Comunione - una cultura nuova
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Volevo condividere questa pagina di diario scritta da una giovane donna, impiegata in una fabbrica che forniva materiali alla ditta di Ezio Cereghetti, un imprenditore EdC di Lugano, morto per un aneurisma nel mese di giugno del 2003. Ha scritto questa lettera subito dopo la morte di Ezio, ma per anni l’ha conservata nel suo diario. Pochi giorni fa ha deciso di mandarla a Tita, la moglie di Ezio ... che è rimasta sorpresa per la coincidenza: proprio in questo mese è stata riproposta la parola di vita “Amerai il prossimo tuo come te stesso”, la frase del Vangelo che Chiara aveva dato ad Ezio.
Anche a me è parso che questo bellissimo dono arrivasse direttamente da Ezio, per aiutarci a vivere, anche nell’EdC, l’amore scambievole.
Chiara ci ha sempre esortato a fare in modo che nessuno ci sfiorasse invano. Forse non ce la faremo ad amare sempre, ad amare tutti, ma almeno dobbiamo cercare di amare qualcuno, come Ezio ha fatto con questa signora.
Luca Crivelli
di John Mundell
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Dopo un periodo di sperimentazione con un primo gruppo di aziende dell’Argentina, Brasile e Stati Uniti nel 2009, all’inizio del 2010 si è aperto a tutte le aziende edc del mondo, senza costi, il sito web www.edc-info.org che è nato per migliorare i rapporti e far crescere la comunione tra le aziende edc, tramite lo scambio di idee ed esperienze e la condivisione delle conoscenze sulle migliori pratiche di gestione aziendale; così si è costituita la Rete Internazionale di Aziende EdC (abbreviata in EdC B2B, dall’inglese Business to Businness): le procedure per aderire ad essa sono state illustrate nel precedente numero di questa rivista.
Attualmente, delle 797 aziende che nel recente censimento hanno confermato la adesione al progetto EdC, se ne sono già iscritte al sito web 173, cioè quasi una su quattro, tra cui circa la metà delle aziende del nord e sud America, molte delle quali avevano già apprezzato i vantaggi del sito durante il periodo di sperimentazione.
di Armando Tortelli
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Il 2010 è stato un anno ricco di opportunità per la diffusione del progetto EdC in ambito cristiano, e da quando la Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB) ha lanciato la CFE 2010 sotto il titolo “Economia e Vita”, in ogni punto del Paese gli attori dell’EdC si sono dati da fare per offrire alla Chiesa locale il proprio contributo a quanto veniva proposto: “collaborare nella promozione di un’economia a servizio della vita, fondata nell'ideale della cultura della pace, partendo dall'impegno congiunto delle Chiese cristiane e di persone di buona volontà, affinché tutti contribuiscano alla costruzione del bene comune verso una società senza esclusioni”.
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Per onorare la memoria di Chiara Lubich, l'Università Cattolica del Sacro Cuore ha istituito due premi di laurea del valore di € 1.500 ciascuno, riservati a laureati magistrali in Economia ed Economia aziendale (Classi LM77 Scienze economico aziendali e LM56 Scienze dell'economia) dell'Università Cattolica, che abbiano discusso tra il 1° luglio 2009 e il 30 aprile 2011 una tesi sui temi dell'Economia di Comunione.
Coloro che intendono concorrere all'assegnazione del premio devono aver riportato una votazione di laurea di almeno 100/110.
per informazioni vedi: http://piacenza.unicatt.it/3640.html
di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Alejandra Vásquez
Università degli Studi di Bologna, 25 Settembre 2006, lingua: italiano, Relatore: Prof.ssa Cristina Falcaro, Prof. Ugo Alberti
Alejandra Vásquez - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Scopo della tesi era conoscere e comprendere il funzionamento di una cooperativa di responsabilità sociale EdC e predisporre un piano strategico per il suo sviluppo. Quattro gli aspetti affrontati: a) la formulazione della mission, b) l’analisi delle dimensioni umana, economica, territoriale e istituzionale, c) l’analisi SWOT Interna (Individuazione e valutazione delle risorse e delle competenze) ed Esterna (ipotesi ambientali e definizioni degli “scenari” ottimista, normale e pessimista) d) la redazione di una proposta di piano di gestione. L’analisi ha consentito di creare un piano di direzione strategica.
di Cristiane Correa da Silva
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
In un periodo in cui l’Economia Solidale brasiliana era in piena effervescenza, l’EdC nasce in Brasile dalla intuizione di Chiara Lubich, una donna italiana originaria di una regione con grande tradizione di Economia Sociale, il Trentino. Questa felice consonanza ci porta a riflettere su questa duplice relazione: EdC ed economia solidale; EdC ed economia sociale.
L’economia solidale nasce in Brasile per rispondere alla disoccupazione ed alla esclusione sociale provocate dalla grave crisi economica degli anni ’80 e ’90: in un’ottica opposta a quella del capitalismo individualista, l’economia solidale cerca di individuare nuovi criteri per organizzare non solo la produzione, ma anche la vita economica nel suo complesso.
L’impoverimento di gran parte della popolazione brasiliana ha riflessi anche all’interno del Movimento dei Focolari, e durante la visita di Chiara in Brasile nel maggio 1991 questo fatto viene in evidenza e Chiara, tra l’altro ispirata dall’Enciclica Centesimus Annus di Giovanni Paolo II, propone il progetto dell’economia di comunione, per offrire risposte concrete per queste problematiche e promuovere la giustizia sociale.
di Eva Gullo
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Cittadella internazionale di Loppiano, Polo Lionello Bonfanti, Istituto Universitario Sophia, Gruppo editoriale Città Nuova, soggetti con identità diverse hanno dato vita ad una realtà nuova ‘LoppianoLab’, nata dal confronto su tematiche che ci riguardano: le sfide poste in essere dalla crisi economica, culturale ed educativa.
Dal 16 al 19 settembre a Loppiano si sono svolti quattro giorni di meeting, tavole rotonde, dibattiti ed esposizioni aziendali.
LoppianoLab ha così costituito una chance, per l’opportunità di interagire fra i quattro promotori e una sorpresa, toccando con mano quanto la gente sia interessata ed impegnata in prima persona a costruire una società animata dalla partecipazione, dall’apertura all’altro, al nuovo.
di Joan Duggan
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Volendo fare il punto sul progetto economia di comunione nel Nord America, ci verrebbe spontaneo andare subito a controllare il numero delle aziende, i loro fatturati, quante persone aderiscono alla Associazione EdC, quali prospettive abbiamo riguardo all’avvio del nostro polo industriale. Eppure questi dati ci svierebbero. Per una persona che vive lo stile della economia di comunione, un progetto che è nato da un carisma, non è molto importante che si lavori in un’azienda o che se ne possieda una, oppure se si facciano acquisti da aziende EdC o se invece ci si prenda semplicemente cura della propria famiglia.
Luigino Bruni così rispondeva ad una nostra domanda: “I carismi hanno tempi lunghi, anche di secoli: se crediamo che l'economia di comunione nasce da un carisma, dobbiamo renderci conto che essa è ancora nella prima mezzora della giornata del suo sviluppo: sono certo che i giovani presto daranno vita a nuovi tipi di aziende, che non seguiranno la forma classica di imprenditore - dipendente, aziende con strutture giuridiche innovative dell’economia di comunione. Dobbiamo avere pazienza…”.
di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Il 6 novembre in Portogallo è una bellissima giornata di sole. Siamo nel pieno dell’estate di S. Martino, il clima è mite ed il cielo ha una luminosità del tutto particolare. Sembra che questa terra senta che oggi è veramente un giorno speciale e si unisca nel far festa. Arrivando alla Cittadella Arco Iris, sede del nuovo Polo Giosi Guella, si percepisce un’aria di attesa per l’evento grande che qui sta per accadere. Si, perché questo Polo è stato senz’altro “lungamente atteso”, da quando nel 2000 un gruppo di imprenditori di EdC sentì di dover acquistare un terreno nelle immediate vicinanze della cittadella per costruire il Polo dell’Economia di Comunione portoghese. Da allora, 10 anni e tante difficoltà da superare, con determinazione e costanza, ma oggi siamo finalmente qui ad aprire le porte della casa degli imprenditori EdC del Portogallo.
di Tatiana Minakova
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
I 142 milioni di cittadini russi vivono su un territorio che corrisponde a oltre l’undici per cento delle terre emerse del pianeta e che si estende dall'artico al tropico, con temperature che vanno da più 45 a meno 71 gradi centigradi. E' un territorio coperto per il quaranta per cento da foreste, in cui operano dieci grandi città di oltre un milione di abitanti, con la capitale Mosca che di abitanti ne conta quindici milioni ed in cui arrivano ogni giorno, per lavoro, altri cinque milioni di persone. Il sessanta per cento del territorio è utilizzato per l’agricoltura con un tempo utile per le coltivazioni di soli tre mesi, contro i nove mesi di Europa e USA.
Sotto il profilo religioso, due terzi della popolazione è di religione ortodossa, il quindici per cento è musulmano, con minori percentuali per altre religioni.
Le piccole e medie imprese, assenti nella precedente economia pianificata, negli ultimi venti anni si sono moltiplicate e sono diventate uno dei fattori più importanti del sistema economico.
di Teresa Ganzon
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Il Bangko Kabayan (BK) è una banca rurale fondata nel 1957 in una piccola città in Batangas, una regione a circa 120 km a sud di Manila, nelle Filippine: fino al 1991 è rimasta una piccola realtà con una sola filiale, poi la seconda generazione della famiglia proprietaria, seguendo il paradigma di economia di comunione, ha deciso di far crescere l’impresa, per essere al servizio di una comunità più ampia e per generare maggiori profitti da condividere con chi ne ha bisogno.
Il vantaggio competitivo di BK sulle banche commerciali più grandi è sempre stato la sua conoscenza del mercato locale ed un approccio altamente personalizzato nello sviluppo dei servizi bancari. Tutti i dipendenti della banca sono conosciuti nella comunità locale: i clienti, vecchi e giovani, sono chiamati per nome ed i cassieri hanno rapporti amichevoli con chi viene a versare o prelevare.
di Isaias Hernando
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Paco nel 1972, a due anni dal matrimonio con Lola e già con i primi due figli, decide si avviare una azienda di distribuzione di prodotti chimici per la agricoltura e si trasferisce a Jaen, nella provincia spagnola che vanta 600 milioni di ettari di uliveti ed è la prima produttrice di olio d’oliva del mondo. Paco e Lola nel 1994 aderiscono con la loro azienda al progetto EdC.
Quando Chiara ha lanciato il progetto ho provato una grande gioia, mi si apriva l’orizzonte di un impegno molto concreto di tipo sociale, etico, umano. Allora non solo la nostra azienda era cresciuta, ma anche la famiglia, con sette figli, alcuni all’università, con tante spese. Ci siamo impegnati in EdC come una nostra risposta a Dio Padre di tutti e che tramite il Vangelo ci interpellava: “chi dice di amare Dio ma non ama i fratelli è un bugiardo”
di Ramón Cervino
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Il venerdì 16 luglio inizia a diventare realtà il sogno che un anno fa abbiamo fatto in questa terra di Bolivia a La Paz, a tremilaottocento metri di altezza: adesso siamo solo ai quattrocento metri di Santa Cruz, ma abbiamo comunque un gran freddo grazie a un ‘surazo’, una massa d’aria fredda, la più forte degli ultimi decenni, che ha trasformato in una vera ghiacciaia questa città dal clima tropicale umido in cui non esiste il riscaldamento domestico.
Nel pomeriggio del primo giorno, è stata presentata l’EdC ad imprenditori e studiosi e alla comunitá locale; il Seminario ha avuto inizio il giorno dopo, coordinato da Santiago Nishisawa, della commissione EdC della Bolivia.
Erano presenti 31 boliviani e molti partecipanti da Messico, Equador, Paraguay, Cile, Perù con un folto gruppo dall’Argentina, tra cui quattro provenienti da Santa Maria di Catamarca, la piccola città nelle Ande del nord Argentina, nella valle Calchaquì, la prima città del cono del sud America in cui è arrivato l’ideale di Chiara.
di Jean-Louis Plot
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Con mia moglie Irene siamo stati colpiti dalla proposta di economia di comunione perché essa propone un cammino che è una risposta ad un problema dei nostri tempi che abbiamo particolarmente a cuore: lo scandalo della povertà e della ripartizione ineguale delle ricchezze nel mondo.
L'economia di comunione ci spinge a “inventare” nuovi modi di funzionamento della nostra azienda che attualmente dà lavoro a tredici persone, mettendo l’uomo al centro e invitando il Signore ad operare in funzione dell’unità che noi riusciamo a costruire nel nostro gruppo, cercando di porre il dono e la gratuità al centro della nostra attività economica e all’operare quotidiano.
di Luigino Bruni
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Siamo vicini ai venti anni dell’EdC. In questo anno di preparazione, di memoria e di prospettive può essere necessario, per comprendere il significato e la portata di quanto avvenne a San Paolo nel maggio del 1991, ricordare un fatto che rischia di non ricevere la dovuta importanza nel modo di narrare la storia dell’EdC.
Nel 1990, a poca distanza dal crollo del muro di Berlino, Chiara si recò negli Stati Uniti a visitare la sua comunità di New York. E in quella che era, soprattutto in quel tempo, il centro del capitalismo e della civiltà del consumo, Chiara sentì forte la spinta interiore di pregare e offrire addirittura la propria vita perché, dopo i muri del collettivismo, crollassero anche i muri del consumismo e del capitalismo. Era crollato il muro di un certo umanesimo della non-libertà, ma perché potesse iniziare l’era della fraternità (tra persone uguali e libere) occorreva anche il crollo del muro del consumismo.
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Ho 34 anni, sono fidanzato, sono socio del Consorzio Roberto Tassano, in cui lavoro dal 2001 negli uffici amministrativi. Mi ha sempre attirato lo
spirito dell’Economia di Comunione, che nel Consorzio si cerca di mettere in pratica, soprattutto nell’aspetto della “comunione”, della famiglia.
Ultimamente ne ho fatto proprio l’esperienza personale. A febbraio, come un fulmine a ciel sereno, senza avvisaglie precedenti, sono stato ricoverato d’urgenza per forti dolori alla spina dorsale. Nel giro di una settimana mi sono trovato senza tutte quelle certezze e sicurezze che credevo fossero un caposaldo della mia vita, cioè a non essere più una persona autonoma, dinamica e quasi mai ferma, come tutti nel Consorzio mi hanno sempre conosciuto. Ma la cosa più “strana" (la vorrei chiamare dono o miracolo di Dio…), è che dopo il primo momento iniziale mi sono sentito sempre sereno e sicuro che tutto quello che mi stava capitando era sì un'esperienza mia personale, ma che non sarei stato solo a viverla, perché ero certo che la sincera vicinanza dei colleghi del Consorzio mi avrebbe dato forza e coraggio in ogni momento.
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Cultura del dare non significa
soltanto dare gli utili,
o dare qualcosa,
dei gioielli, delle terre, delle case.
Non è quello.
è quel dare che noi abbiamo imparato dal Vangelo
che significa amare tutti.
Quindi, la cultura dell’amare:
amare anche i dipendenti,
amare anche i concorrenti,
amare anche i clienti,
amare anche i fornitori,
amare tutti.
Lo stile di vita aziendale
deve essere tutto cambiato,
tutto deve essere evangelico,
altrimenti non abbiamo l’economia di comunione.
Praga, 30 aprile 2001
Chiara Lubich
di Alberto Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Il nuovo assetto azionario del Fondo Monetario Internazionale è un segno che il mondo sta davvero cambiando: nato nel 1944 a Bretton Woods per un nuovo ordine economico dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, il FMI ha funzionato per 66 anni come la banca che, concedendo o meno i suoi prestiti agli stati in difficoltà, esercitava su di essi quella persuasione che una volta era affidata alla brutale comparsa delle cannoniere davanti ai porti di chi non rispettava gli interessi economici dei grandi.
Nel nuovo assetto del FMI la comunità europea lascia a Brasile ed India due dei suoi seggi permanenti e la Cina affianca come quote il Giappone subito dopo gli Stati Uniti: il nuovo assetto dovrà essere ratificato dal congresso USA, che però dovrà farlo, se vorrà evitare che il dollaro perda il privilegio di moneta di scambio internazionale, come i vari accordi già in essere tra paesi emergenti fanno prevedere possa avvenire, con grave danno per la economia americana. Quindi sono ancora una volta i rapporti di forza, piuttosto che la volontà dei governanti di perseguire il bene comune, i veri attori del cambiamento: d'altra parte non ci si può aspettare nulla di diverso, in un mondo pervaso di consumismo, “quella religione - afferma Bruni (pag. 6) - che va molto più in profondità del comunismo o del fascismo, perché ti entra dentro, ti svuota, ti toglie addirittura il bisogno di una vita interiore, la domanda sul senso della vita, e offre anche una certa promessa di eternità: se un certo prodotto si consuma e passa presto, potrò sempre comprarne un altro identico”.
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010
Tutto un anno di Economia di Comunione. I dati e le notizie riportate sul Rapporto Edc vanno da settembre 2009 a agosto 2010. Ecco perché “Rapporto 2009/2010”. Nelle due precedenti edizioni, uscite nel 2008 e nel 2009, il Rapporto Edc aveva dato conto della destinazione degli aiuti (gli utili condivisi dalle aziende e i contributi dei privati), e dei progetti atti a creare nuovi posti di lavoro nelle imprese EdC e a sostenere l’avvio di microimprese.
Il Rapporto è scaricabile qui
Le site officiel de l'ÉdeC est en ligne:
economie-de-communion.fr
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