Da un anno circa ho terminato un dottorato di ricerca in sociologia che si è concentrato sull’EdC e, in particolare, sull’aspetto relativo all’aiuto ai poveri, tramite la parte di utili che le aziende EdC donano o, come meglio preferiscono dire gli imprenditori EdC, condividono con loro.
Da qualche tempo ero molto interessata dal lavoro che in Italia si sta sviluppando attraverso le scuole EdC, avendo anche avuto modo di partecipare ad una di esse, la Scuola Mediterranea di cui ci ha raccontato Amelia Stellino, a gennaio scorso proprio qui al Polo Lionello, tenendo una lezione relativa alle tematiche che avevo approfondito nella mia ricerca di dottorato.
Nel mese di maggio, poi, mentre ero in Brasile per l’Assemblea dell’EdC e per motivi legati al lavoro di ricerca, un professore italiano con cui collaboro mi ha invitata a presentare una proposta di articolo sull’EdC per un convegno di sociologia abbastanza importante in Italia che quest’anno riguarda il tema della “legalità”, con un sottotema “legalità e impresa”.
Pur sapendo che quest’aspetto della legalità è molto importante per gli imprenditori EdC, non l’avevo mai approfondito troppo ed ero un po’ perplessa sulla possibilità di presentare una proposta.
Ma ho pensato a queste scuole, nate in territori dove, in effetti, la legalità è in pericolo e, allora, ho cominciato a chiedermi: quale potrebbe essere il contributo che esse, tentando di formare persone ad una cultura economica più giusta, danno ai partecipanti e, di riflesso, al territorio circostante?
Ho inviato così una proposta di articolo per il convegno che si interrogava all’incirca su questa domanda. La risposta degli professori organizzatori è stata positiva: l’idea è piaciuta e mi hanno invitata a presentare l’articolo nel convegno, che sarà tra 3 giorni.
Solo per dirvi qualcosa in più dell’analisi presentata nell’articolo: mi è parso, e questo ho scritto, che tali scuole possano contribuire ad un processo di “costruzione sociale della legalità” in vari modi:
- fortificando le “motivazioni intrinseche” dei partecipanti legate all’impegno personale in vista della “pubblica felicità”,
- sostenendo la costruzione di un tessuto sociale fiduciario forte, cioè quella “fede pubblica”, presupposto necessario per lo sviluppo economico,
- rafforzando le conoscenze specifiche sul fare impresa, arricchendo in tal modo il capitale umano dei partecipanti,
- stimolando l’imprenditorialità civile, cioè lo sviluppo di imprese che nei vari territori possono essere come modelli, best practices, di civilizzazione dell’agire economico e imprenditoriale (in Calabria è già nata la TL-com).
Please wait...Le site officiel de l'ÉdeC est en ligne:
economie-de-communion.fr
Spain - Madrid, September 11-15, 2013
A new economy for a united world
#MEET #SHARE #CREATE #CHANGE
@EOCSUMMERSCHOOL2013
Further information: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
The Economy of Communion (EoC) is a movement that involves entrepreneurs, workers, directors, consumers, savers, scholars, economic workers, poor and citizens, families, and was launched by Chiara Lubich in May of 1991 in Sao Paulo, Brazil.
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Chiara Lubich

See the videos of the EoC training lessons (Per-corso EdC) held in the Lionello Industrial Park
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This short 5 minute video about the origins of The EoC in Freedom Project, was developed for a presentation to the United Nations in February 2012.
The Economy of Communion proposes the following "Guidelines for conducting a business", to productive organizations who adhere to its message and its culture, written in the light of the life and thought of thousands of entrepreneurs and workers....
All the information related to the two events held in Brazil from May 25-29, 2011, for the 20th anniversary of the EoC (including articles, texts and videos).
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Do you know the mascot of the EoC website?
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