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Interviste ai “testimoni” dei primi 20 anni di Edc

…Si vedeva ovunque il dito di Dio

intervista a Enzo Morandi “Volo”

di Antonella Ferrucci

Enzo_Morandi_Volo_03_ridEnzo Morandi “Volo”,  era corresponsabile con Ginetta Calliari della comunità brasiliana dei Focolari nel 1991 quando, alla fine della sua “storica” visita alla comunità, Chiara Lubich lanciò l’Economia di Comunione. Gli chiediamo qualche ricordo di quei giorni eccezionali con Chiara.

Volo, dal giorno in cui Chiara, atterrando su San Paolo, fu colpita dal contrasto fra i grattacieli e le favelas ed il 29 maggio, data del lancio di Economia di Comunione, trascorsero circa tre settimane. Ricordi qualcosa di quei giorni che precedettero il “lancio della bomba” ?

Ricordo che ogni giorno, alle 16, Chiara incontrava tutti noi responsabili della comunità brasiliana: erano momenti preziosi perché Chiara raccontava tutto quello che le passava per l’anima, quello che vedeva, che sentiva… Questi momenti vennero registrati e trascritti. Alla fine delle tre settimane della visita di Chiara queste trascrizioni ci vennero consegnate: le ho trovate molto utili per ricostruire tutta quella serie di sensazioni che hanno preceduto ed in qualche modo anche hanno orientato il lancio dell’Edc, che è avvenuto il penultimo giorno ed è stata una sorpresa enorme per tutti noi.

 

Dopo che Chiara ha lanciato Edc, rileggendo questi testi, si capisce che c’era un qualcosa che stava maturando e crescendo in Lei . In particolare Chiara ci parlava di come doveva essere una cittadella e insisteva molto sul fatto che ogni cosa doveva nascere dalla comunione: la nostra spiritualità è una spiritualità di comunione per cui la tentazione sempre è quella di trasformarla in qualcosa di individuale. Questo è vero in modo particolare adesso che Chiara non è più qui con noi: prima era più semplice, per ogni cosa si chiedeva a lei: ora si sente proprio la necessità di farsi guidare dall’unità, dalla comunione fra di noi.

Chiara nei primi giorni della sua visita non stava molto bene e viveva un certo disagio fisico: vedi un legame fra questo “disagio” e ciò che è venuto dopo, quasi fosse una sorta di “travaglio”?

Non saprei... Ricordo che non stava bene nei primi giorni, che c’era un certo disagio dovuto al viaggio… però dopo qualche giorno si è ripresa così bene che mi pare di ricordare che addirittura decise di fermarsi una settimana in più. E poi è successo quello che è successo...

Perché Chiara pensò di mettere le aziende nei Poli accanto alle cittadelle del Movimento?

Perché dovevano essere l’espressione di quella realtà spirituale che caratterizza la convivenza in una cittadella ed anche perché il Polo Industriale pur Enzo_Morandi_Volo_01_ridessendo una struttura assolutamente laica, retta da persone che ne rispondono nei confronti della società, ciononostante, ha un legame con la cittadella. I suoi responsabili erano infatti coinvolti concretamente nelle riunioni con gli amministratori del Polo Industriale non tanto per intervenire nel concreto delle decisioni aziendali, non erano competenti su questo, ma per assicurare che ci fosse sempre un clima di  unità, di fraternità, di comunione.

Ti ricordi come nacque l’idea dei tre terzi?

L’idea dei tre terzi è stata una “bomba”, io ricordo che ero davanti a Chiara quando lei ha lanciato l’Economia di Comunione e.. siamo caduti dalle nuvole, è stato una sorpresa enorme, anche se da una parte sentivamo che quella era la risposta ad una esigenza che da sempre avevamo sentito da quando avevamo messo i piedi in Brasile, nel 1959: una esigenza forte di giustizia sociale, di comunione, era quindi un qualcosa di profondamente radicato nella nostra esperienza.

E cosa ricordi del “siamo poveri ma tanti?”

Ricordo che Chiara sentiva che la forza dell’Edc era rappresentata dal fatto che in Brasile esistessero decine di migliaia di persone che avevano questo spirito e che quindi avrebbero dato il proprio personale concreto contributo: l’Edc non era un qualche cosa di strategico che doveva uscire da un “piano a tavolino”, ma era un qualcosa che nasceva dalla vita. Questo “essere tanti” ha fatto sì che sia stato possibile subito raccogliere le “azioni” che hanno permesso poi la nascita del Polo Industriale Spartaco, messo a disposizione delle prime imprese Edc.

E infine, ricordi cosa è successo quando Chiara è ripartita?

Enzo_Morandi_Volo_02_ridRicordo che insieme alla grande gioia che avevamo c’era anche una certa sospensione: Chiara aveva lanciato una cosa così grande, ora toccava a noi farla! Ma allo stesso tempo, se Chiara ci aveva affidato Edc non potevamo che essere certi dell’aiuto di Dio. Quando Chiara è partita abbiamo costituito una serie di commissioni, una prima per stabilire il tipo di società che avrebbe dovuto caratterizzare il polo industriale e che maggiormente si avvicinava a quanto dettoci da Chiara: e si stabilì la società per azioni. Una seconda commissione invece doveva occuparsi di scegliere il terreno per il Polo industriale vicino alla Mariapoli. Anche lì le vicende che seguirono furono lunghe e interessanti: la zona intorno alla Mariapoli è collinosa e poco adatta a insediamenti industriali: ad un certo punto, dopo aver visto vari terreni c’era un certo sconforto e sembrava che fosse impossibile trovarlo. Ma ricordo che dissi alle persone che si occupavano di questo: “Abbiamo fiducia: vedrete che il terreno è già pronto e sta aspettandoci”. Ad un certo punto andiamo a vedere un nuovo terreno: alla prima occhiata ho pensato, è quello giusto! Era un terreno perfettamente piano che era stato preparato da una multinazionale farmaceutica per un insediamento al quale poi aveva rinunciato. Sembrava fatto apposta per noi! Da lì lo abbiamo acquistato attraverso vari passaggi costellati da un serie di fatti piccoli ma straordinari: come quello relativo alla destinazione urbanistica del terreno: prima di comprarlo abbiamo verificato con i tecnici del comune che fosse consentita la destinazione industriale. Ma ad acquisto effettuato lo stesso ingegnere che ci aveva rassicurato sulla destinazione d’uso venne da noi tutto affranto a dirci che a sua insaputa nel frattempo era uscita una legge che impediva insediamenti di questo tipo entro una certa distanza dai fiumi:il terreno rientrava purtroppo in questa limitazione. Ci prese un colpo! Lo avevamo già comprato e non avremmo potuto utilizzarlo come Polo! Ma poi mi venne da pensare: “ma no, non è possibile che Dio ci abbia fatto fare tutta questa trafila e poi non vadano a posto le cose!” e infatti qualche tempo dopo hanno cambiato la legge! Ma la cosa bella è che se noi avessimo saputo prima dell’esistenza di quella legge, non lo avremmo comprato! Ci è sembrato tutto un “trucco di Dio ” per farci comprare quel terreno. Tanti fatti del genere si verificarono: si vedeva ovunque “il dito” di Dio. Era un qualcosa che ci metteva costantemente “in adorazione”.

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