di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009
Lo scorso 13 agosto il nostro sito web ha compiuto un anno da quando è andato online nella sua forma
rinnovata. È stato un piccolo traguardo che abbiamo festeggiato con chi in questo tempo ha concretamente collaborato a rendere questo sito uno strumento potente di diffusione della Economia di Comunione.
Si, perché in questo anno tanti sono stati i rapporti costruiti ed i risultati raggiunti insieme. Abbiamo cominciato timidamente avendo come base un sito rinnovato ma che sostanzialmente riproponeva i contenuti del sito precedente. Poi, poco per volta, hanno cominciato ad arrivare le prime notizie dagli Usa, dalla Slovacchia, dalla Sicilia… Gli eventi si sono susseguiti e così le prime registrazioni al sito. Registrazioni che, va detto, non è che dessero particolari vantaggi. Ma sembravano quasi degli atti di affetto e di apprezzamento per queste pagine che stavano “fiorendo”.
Si è posto subito il problema delle traduzioni. Il sito ha come base la lingua italiana, ma è nato per essere tradotto in molte lingue (oggi cinque); ogni contenuto italiano inserito necessita di una traduzione in ogni lingua. Se all’inizio questa cosa ci spaventava e ci tratteneva dall’inserire nuovi contenuti, poco alla volta si è cercato di coinvolgere persone appassionate ad EdC che avessero la spinta interiore a contribuire concretamente al progetto.
La piattaforma cui si basa il sito, Joomla! permette a più persone contemporaneamente di
agire via web sulle pagine, postando contenuti nuovi e traducendone di presenti sul sito seguendo poche semplici istruzioni. È evidente la potenzialità di questo sistema grazie al quale, col tempo (ma è già così!), le notizie da tutto il mondo potranno essere inserite direttamente nel paese di origine, grazie all’apporto di corrispondenti locali.
Una delle cose belle di EdC è la sua internazionalità: sfruttando i vantaggi offerti oggi dalla rete, è possibile realmente far arrivare a tutti, in tutto il mondo, quasi in tempo reale, la “vita” di EdC ed i suoi frutti. Questo porta gioia, speranza e aiuta tutti a crescere nell’impegno. È stato bello via via cogliere le disponibilità dei traduttori che si proponevano per aggiornare il sito nelle proprie lingue.
Il rapporto è nato in maniera semplice ed è cresciuto in una vera e propria esperienza di
“comunione”. Dal momento che ogni traduttore ha una sua occupazione principale e che le traduzioni vengono fatte nei ritagli di tempo, è nata l’idea di realizzare dei gruppi di collaboratori per “lingua”, coinvolgendo più persone. Bella l’esperienza nata per lo “spagnolo”: EdC ha forti radici in America Latina ma è molto viva anche in Spagna. Il gruppo di traduttori che si è creato ha componenti argentini, peruviani e spagnoli.
Un gruppo “transatlantico” si sta creando anche per il portoghese, con presupposti molto simili. Le traduzioni vengono viste insieme per trovare la traduzione che maggiormente è condivisa da tutti.
E tradurre, più che un lavoro è “un’arte”…infatti se l’obiettivo è quello di arrivare ad una lettura fluida, che invogli chi legge a continuare a farlo, occorre evitare le traduzioni troppo letterali, che richiedono un eccessivo sforzo al lettore. Allora magari occorre cambiare la struttura di una frase, ma sempre rispettando quello che dice l’autore e il suo stile: è l’arte di trasmette “l’anima” del testo e non soltanto “il corpo”.
Ma cosa spinge queste persone a profondere il proprio impegno per EdC, gratuitamente, ritagliando ore al sonno o alla distensione? Anzitutto la consapevolezza di partecipare ad un grande progetto profetico e poi l’arricchimento che la lettura di tanti testi e delle notizie di EdC da tutto il mondo comporta. Dice uno di loro: “Traducendo testi scritti in luoghi così distanti dalle Filippine agli Stati Uniti e dal Brasile al Belgio, si vede sempre la stessa vita. Si trovano delle sfumature tutte particolari, ma sempre c’è il filo d’oro che consente di sentirsi dentro l’esperienza altrui.”
Abbiamo anche un “patrono” dei traduttori di EdC, S. Giuseppe. Infatti i nostri traduttori sono un po’ come lui: il loro
lavoro è umile e nascosto: chi legge un articolo tradotto pensa alle idee, all’autore; nessuno si chiede chi ha fatto la traduzione, ma senza di essa… non potrebbe capire.
Il sito si è rivelato anche uno strumento per “trovare EdC”, incontrarne le persone e farne l’esperienza. è capitato ad un economista peruviano che volendo approfondire EdC, ha cercato un contatto attraverso il sito ed in seguito ha partecipato al Congresso Latino Americano di EdC dello scorso Aprile a O’Higgins. Una partecipazione che ha lasciato il segno se ci ha scritto: “Voglio ringraziare con tutto il cuore per aver potuto partecipare a
questa meravigliosa esperienza di comunione vissuta in Argentina”: un’esperienza che senza il tramite del sito non sarebbe stata possibile.
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