di Maria Gabriella Baldarelli
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009
Il desiderio di costruire o “convertire” imprese coerentemente con il progetto EdC ha notevoli ripercussioni all’interno della governance aziendale, in cui il ruolo del manager lascia spazio, in queste aziende, ad una figura corale, in cui ognuno ha il suo ruolo “attivo” ed è coinvolto nella gestione dell’azienda. Infatti il manager dell’azienda EdC è colui che coinvolge e incentiva le persone che gestisce attraverso l’ascolto e la condivisione delle esperienze umane ed aziendali. Ciò contribuisce a far scaturire al meglio la creatività e l’autocontrollo.
Inoltre l'azienda EdC, acquisisce la capacità di condividere, con coerenza e fiducia, la propria esperienza aziendale con altre aziende, interne o esterne al progetto, per riuscire a sopravvivere ed a svilupparsi. Infatti la governance di un'azienda, che ha alla base la comunione come valore portante, permette non solo di trasmettere la fiducia e quindi creare un capitale di relazioni all'interno dell'azienda a tutti i livelli, ma permette soprattutto di diffondere fiducia all'esterno, anche nel momento in cui si trova di fronte a scelte che ne orientano il futuro.
Il processo decisionale riguardo alle scelte più difficili e di più ampio respiro è in qualche modo complicato dagli incontri necessari a chiarire le diverse posizioni ed il grado di collaborazione che ciascuno è disposto a dare, ma questi incontri sono considerati molto utili per sottolineare che le decisioni vengono prese insieme, nel rispetto di ciascuno: socio, dipendente o collaboratore.
Di conseguenza i percorsi decisionali inizialmente complessi, tendono a divenire nel tempo più semplici e con maggiore possibilità di delega, nel pieno rispetto dei valori umani. Quindi iniziale "irrazionalità" diventa in seguito anche convenienza economica, tramite lo snellimento delle procedure ed una più consapevole responsabilizzazione delle persone che lavorano in azienda.
Si può parlare di una "etica relazionale" che non modifica di molto l’organizzazione aziendale ma incide sulla qualità delle decisioni a tutti i livelli. La fiducia che si diffonde in azienda ha effetti anche verso l'esterno, agevolando i rapporti con tutti gli attori del mercato.
Così l'etica si diffonde nelle relazioni inter-aziendali, nazionali ed internazionali, e nelle reti di aziende: quando, come nel caso dei Poli industriali EdC, si condivide una base etica comune, la rete stessa diventa portatrice di valori, con la dignità e la centralità della persona come capisaldi.
Infine la presenza attiva di persone che "dipendono" per la loro sopravvivenza e per il loro sviluppo, da quella terza parte di utili delle aziende del progetto, innesca un meccanismo di coesione, che coinvolge reciprocamente e in maniera multidirezionale tutti i soggetti interni all’azienda: i soci, gli amministratori, i dirigenti, i quadri, il personale, ecc.
Si diffonde la cultura dell'attenzione all'operare dell'altro per migliorare insieme le prestazioni dell'intero gruppo di lavoro e quando in esso insorgono situazioni di indigenza da sanare, nasce anche per esse un controllo benevolo, "a distanza”.
Si attiva così un nuovo circuito virtuoso che funge da base per la creazione e la diffusione della conoscenza che, assieme alla partecipazione attiva alla gestione, trasforma progressivamente dal "di dentro" le aziende e permette loro il raggiungimento di vantaggi economici e sociali notevoli.
Maria-Gabriella Baldarelli è professore associato di Ragioneria e di Etica e Impresa - Università di Bologna – Istituto Univ. Sophia(Fi).
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