de Antonella Ferrucci
da "Economia de Comunhão - uma cultura nova" nº 28 - Dezembro de 2008
É interessante ver como a adesão ao projeto EdC traz muitas consequências concretas no âmbito da organização empresarial, da percepção do sentido do próprio trabalho e da qualidade de vida na empresa, bem como da sensibilidade às relações interpessoais e às problemáticas ambientais, na ótica da construção de uma sociedade mais justa na qual ninguém seja excluído.
As 20 novas teses que vocês encontrarão a seguir analisam muitíssimos desses aspectos e os põem em confronto com outras realidades já sensíveis a eles, como a Responsabilidade Social das Empresas, ou a “Workplace Democracy”. Essas “novas categorias”, até há pouco ignoradas pela ciência econômica, são analisadas e avaliadas também por meio de novos instrumentos como o “RainbowSore”. Fica particularmente em evidência a importância do capital humano e de relações. A visão de comunhão traduz-se em inovações de gerência no plano administrativo, controle e coordenação. Citando, enfim, Stefano Norcia: “o ‘combustível’ do projeto EdC é a orientação estratégica de fundo de todo colaborador, a tal ponto enraizado em cada qual que indica o caminho correto de ação a ser realizada”.
Lidia CapozzoloUniversità degli Studi di Salerno, 24 luglio 2002, lingua: italiano
Relatore: Prof. Vittorio Dini
Lidia Capozzolo - e- mail: li73@tiscali.it
Si studia il rapporto tra etica e lavoro sotto il profilo antropologico - filosofico.
L'esperienza di Economia di Comunione coniuga gli aspetti etici, economici e solidali. Nel suo ambito “vige” una visione trinitaria della vita e dell’economia, guidata da una razionalità che si può definire di comunione. Nel lavoro emerge la figura dell’homo donator, concreatore dell’universo, il cui agire economico si arricchisce del rapporto con l’altro, umanizzando l’economia: un punto di incontro tra la visione cristiana delle encicliche papali e quella di Max Scheler, secondo cui il lavoro, se orientato da principi etici, contribuisce alla completezza della vita e diventa una risorsa spirituale.
Alexandre Dominguez Bugarim
Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro (PUCRJ), 11 Febbraio 2005, lingua: portoghese
Relatore: Prof.ssa Márcia Cristina Esteves Agostinho
Alexandre Dominguez Bugarim - e-mail: alexandrebugarim@uol.com.br
La tesi ha come oggetto la pianificazione e l’organizzazione dei sistemi produttivi che si possono osservare nelle imprese che praticano l'Economia di Comunione. A conclusione dello studio si può affermare che quando il profitto non è visto come l’unico fine delle società di capitale, è possibile individuare alternative di lavoro economicamente sostenibili in grado di inserire nell'ambito produttivo anche le persone normalmente escluse dalla società.
Anderson Assis de Almeida Lopes
Faculdade Prudente De Moraes – Itu (San Paolo, Brasile), 30 novembre 2006, lingua: portoghese
Relatore: Prof.ssa Auriléia Prado Cicerelli D’ Alvia
Anderson Assis de Almeida Lopes - e-mail: andersonlopes@yahoo.com.br
I valori, le regole e le consuetudini creano la cultura organizzativa, che influenza l'agire ed il pensare dei collaboratori dell'impresa. Per analizzare il contributo che su di essa esercita l'adesione ad EdC si sono prese in esame due aziende brasiliane che già optano per lo Sviluppo Sostenibile e la Responsabilità Sociale: la Natura Cosméticos SA, grande azienda produttrice di cosmetici, prodotti per l'igiene e profumi, e la Femaq, Fundição, Macchine e Engenharia Ltda, una azienda media che produce fusioni metalliche, che aderisce al progetto EdC.
Dall'analisi delle differenze della loro cultura organizzativa, si rileva che l’adesione ad EdC apporta una maggiore attenzione, sia ad uno sviluppo ecologicamente corretto, sia alla trasparenza e all'etica nei rapporti con i collaboratori interni ed esterni. Viene così in evidenza il ruolo che tali aziende possono avere per una società più giusta.

Valdir Fernandes
Università Federale di Santa Catarina (Brasile), 20 maggio 2007, lingua: Portoghese
Relatore: Prof. Fernando S. P. Sant'Anna
Valdir Fernandes - e-mail: v.fernandes@usp.br
Il tener conto delle considerazioni ambientali nella razionalità strumentale che governa i processi produttivi rende tale razionalità “sostanziale".
Tra le aziende con impatti ambientali potenzialmente significativi, si analizzano quelli di sette aziende brasiliane che aderiscono al progetto EdC. I positivi risultati rilevati sottolineano l'importanza di una gestione basata su criteri di razionalità sostanziale ed evidenziano come la particolare attenzione all'ambiente nasca dai valori spirituali e morali alla base del progetto.
Elizabeth Garlow
Kalamazoo College - Kalamazoo, Michigan (USA), 3 giugno 2007, lingua: inglese
Relatore: Dr. John Dugas
Elizabeth Garlow - e.mail: elizabeth.garlow@gmail.com
Si sono analizzate secondo i paradigmi della CSR e della “Workplace Democracy” le aziende che aderiscono ad EdC in Brasile ed Argentina, per valutare se EdC può sfruttare il potenziale di creazione di nuove reti in tale ambito.
A tal fine in un periodo di sette settimane sono stati intervistati 52 operatori di 22 imprese per testarne la “responsabilità ambientale” e la “responsabilità esterna” riguardo alla CSR, nonché i livelli di "responsabilità interna" riguardo alla “ Workplace Democracy”.
L’analisi rivela un grado “elevato” di risposta al paradigma CSR, ed un alto livello di impegno nei settori delle responsabilità "esterna" ed "ambientale". Pur essendo meno semplice ricondurre la ridistribuzione dei profitti di EdC al paradigma della “Workplace Democracy”, si può comunque concludere che gli imprenditori EdC, attuano politiche proprie delle aziende “democratiche”.
Luigi Cioffi
Università degli Studi “G.D’ANNUNZIO” - Pescara, 19 luglio 2007, Lingua: italiano
Relatore: Prof. Pier Luigi Sacco
Luigi Cioffi - e-mail: l.cioffi@inwind.it
La tesi è stata un viaggio in tre tappe nel mondo del non profit e della responsabilità d’impresa, che ha messo in luce realtà sconosciute all'autore.
La prima tappa è stata il seguire il sogno, lo studio, la nascita e l’evoluzione di una fondazione per la ricerca scientifica in campo medico: entusiasmo e tenacia volti alla realizzazione di un laboratorio in cui scienziati, imprenditori, intellettuali, professionisti, manager e gente comune in sinergia faranno qualcosa per l’umanità.
La seconda è stata una insolita sfilata di moda realizzata da gruppi di artigiani, aziende della filiera produttiva di Firenze assieme ad un istituto di pena femminile.
L’ultima tappa è stata la scoperta dell'EdC, che nell’ottica della fratellanza e della costruzione dell’unica famiglia umana si propone come esempio di progresso caratterizzato da eticità ed eco-sostenibilità: una realtà operosa e dinamica che ha inaugurato a Incisa Valdarno il suo primo polo europeo.
Gloria Comper
Università degli Studi di Trento, 25 luglio 2007, Lingua: italiano
Relatore: Prof. Andrea Leonardi
Gloria Comper - e-mail: gloriett_a@hotmail.it
Si è cercato di riscoprire il significato e l’importanza del cooperare analizzando il Credito Cooperativo, il Microcredito ed il Progetto EdC. Il Credito Cooperativo prevede prestiti ai soci sul solo rapporto di fiducia, accrescendo il senso di responsabilità negli indigenti e promuovendo moderazione e risparmio negli agiati. Il Microcredito riconosce negli “intoccabili al credito” la presenza di talenti, bisogni, valori e una solida capacità di rimborso, ed innesca una vera rivoluzione dal basso, che permette ai più poveri di migliorare la propria condizione di vita.
Anche il progetto EdC pone l’uomo al centro. Nel rispetto e nella libertà di ciascuno si adottano comportamenti aziendali volti alla comunione e si valorizzano i rapporti all’interno e all’esterno dell’impresa. La condivisione degli utili richiede un profondo cambiamento culturale.
I tre modelli sono accomunati dal porre la persona al centro di ogni intervento di sostegno e dalla convinzione che l’agire economico nell'aiuto reciproco possa coniugare i valori della solidarietà con quelli della libertà e dell’efficienza; in comune è anche l’intento di rinsaldare la fiducia in sé stessi e negli altri.
Rocilda Lima Cangussu
Università Statale del Maranhão, 30 luglio 2007, lingua: portoghese
Relatore: Prof. Alberto Sergio Maia Da Silva
Rocilda Lima Cangussu - e-mail: casapaiva@yahoo.com.br
La tesi intende proporre alla città di Açailândia (Brasile) il progetto EdC come nuovo modello economico, capace di trasformare le categorie aziendali, analizzandolo tramite questionari, interviste e ricerche bibliografiche e constatando che non si tratta di un progetto utopico: le aziende coinvolte e gli indigenti aiutati dimostrano che il progetto è valido e rappresenta un grande valore sociale. L'EdC è una esperienza concreta in grado di dimostrare che la comunione nella libertà può funzionare. Il processo è lungo e graduale. Gli imprenditori di Açailândia dicono che sarebbero in buona parte interessati a conoscere il progetto EdC: Açailândia è "terra fertile”.
Marie Charpigny
Ecole Polytechnique, Palaiseau, France, 31 luglio 2007, lingua: francese
Relatore: Prof.ssa Marie-Anne Dujarier
Marie Charpigny - e-mail: marie.charpigny@polytechnique.org
La ricerca si è concretizzata in due stage, nella fabbrica di sapone francese Rampal e nella banca Rurale Filippina Bangko Kabayan, aziende entrambi aderenti ad EdC, e tramite scambi di vedute con persone facenti parte del progetto, concludendo che rispetto alle altre proposte di gestione l'EdC apporta diverse novità:
- dà un senso al lavoro;
- tramite la condivisione degli utili, lotta contro le disparità di ricchezza nel mondo
- ponendo l’accento sulla “buona volontà”, migliora il clima delle imprese anche in un sistema basato sul profitto
- ha istituito una struttura potente per rafforzare e garantire il suo sviluppo
Cláudia Herrero Martins DenegassiUniversidade Estadual de Maringá, 21 settembre 2007, lingua: portoghese
Relatore: Prof.ssa Dr. Cristiane Vercesi
Cláudia Herrero Martins Denegassi - e-mail: claudiaherrero@superig.com.br
Il modello di “organizzazione burocratica”, attualmente predominante nelle organizzazioni, non è efficiente per gli effetti che produce sulla vita dei lavoratori.
Tramite questionari posti alle aziende EdC del Polo Industriale Spartaco la tesi ha voluto verificare se queste imprese che vogliono porre “l'uomo” al centro della propria attività produttiva utilizzano o meno tale modello.
Si è constatato che tutte le aziende riconoscono la necessità di utilizzare un moderato grado di burocratizzazione per il raggiungimento dei propri obiettivi economici, in modo più marcato le aziende industriali che quelle di servizi, ma dato che esse pongono una maggiore attenzione ai collaboratori, questa organizzazione burocratica è percepita in modo meno negativo.
Salvatore Iuppariello
Università degli Studi di Napoli "Parthenope", 26 novembre 2007, lingua: italiano
Relatore: Prof. Federico Alvino
Salvatore Iuppariello - e-mail: s.iuppariello@fastwebnet.it
Scopo della tesi era analizzare le aziende EdC da una prospettiva economico-aziendale. Si sono illustrati gli elementi innovativi riguardo alla mission, alla gestione ed alla trasparenza valutando nel caso della ECIE srl le performance economica e etico-valoriale, secondo le sette dimensioni proposte dal metodo il metodo RainbowScore. Si conclude che il messaggio delle aziende EdC non si ferma alla condivisione degli utili e alla lotta alla povertà, comuni ad altre esperienze, ma è la realizzazione di un modo di produrre capace di rafforzare il vincolo interpersonale. La ECIE Srl si è dimostrata una testimonianza concreta di come sia possibile rimanere competitivi pur ponendo al centro della propria attività l’attenzione alle persone, siano essi dipendenti, concorrenti, clienti o fornitori.
Alexandre Santos
Universidade Federal de Pernambuco (Brasile), 19 dicembre 2007, lingua: portoghese
Relatore: Prof. José Raimundo de Oliveira Vergolino
Alexandre Santos - e-mail: alexandresantos@br.inter.net
Si sono valutate le probabilità di successo nella realizzazione di programmi di sviluppo territoriale da parte di aziende EdC. Utilizzando i dati raccolti nelle aziende EdC dell'area metropolitana di Recife si è studiato il loro contributo allo sviluppo e si è concluso che questo tipo di aziende è adatto per porre le basi di un programma di sviluppo territoriale e può dischiudere nuove alternative agli organismi preposti ad esso.
Michel Carvalho Ribeiro
Universidade Federal do Parà – UFPA (Brasile), 21 dicembre 2007, lingua: Portoghese
Relatore: Prof. José Luíz Nunes Fernandes
Michel Carvalho Ribeiro - e-mail: ctbdmichel@hotmail.com
Scopo della tesi era valutare storia e principi della EdC e verificarne i risvolti pratici nella vita di una società aderente al progetto. Tramite questionari ai dipendenti ed un colloquio con l’imprenditrice, è stato condotto lo studio sulla Società di Consulenza VSM, da due anni aderente a EdC, per valutare la percezione dell’aderenza ai principi del progetto dei soggetti intervistati. Per rendere possibile una valutazione anche dal punto di vista finanziario, l'azienda ha reso disponibili anche i dati contabili, e si può affermare che l’azienda - benché adotti la pratica della condivisione dell’utile, considerata da molti impraticabile - è finanziariamente sana ed applica fedelmente un altro principio EdC, il continuare a crescere per continuare a condividere.
Luca Ridolfi
Università degli studi di Bologna, 18 gennaio 2008, lingua: italiano
Relatore: Prof.ssa Mariolina Longo
Luca Ridolfi - e-mail: riluca2@libero.it
Scopo del lavoro era verificare se l'EdC possa essere considerata una “evoluzione” della Corporate Social Responsibility e illustrare quali conseguenze comporti nella gestione aziendale.
Si descrive la nascita del poli industriali e si chiariscono le peculiarità della EdC con esempi quali il Polo Lionello e la GM&P consulting network. Ne emerge che l’EdC si può vedere come una possibile evoluzione della CSR e come la sua applicazione porti notevoli vantaggi non solo a livello socio-ambientale, ma anche a livello di impresa.
Guido Vaz Silva
Pontifícia Universidade Católica do Rio de Janeiro – PUC, 17 marzo 2008, lingua: portoghese
Relatore: Prof. Sérgio Proença Leitão
Guido Vaz Silva - e-mail:guido.vaz@gpi.ufrj.br
Si è effettuata una ricerca riguardo alle dinamiche decisionali delle organizzazioni collegate al progetto EdC, tramite contatti con vari imprenditori nel corso del Congresso Nazionale brasiliano di EDC ed uno studio di caso sulla Prodiet Farmacêutica. Sono state rilevate caratteristiche differenziate derivanti dall'inversione dei valori che i principi del progetto impongono rispetto al dualismo capitale/lavoro tipico del sistema capitalista. Si conclude che il contributo più significativo del progetto sia la costruzione di interazioni più vicine alle necessità umane che, non per caso, danno anche la possibilità di sviluppo e di partecipazione competitiva nel mercato.
Elisa Zanacchi
Università Commerciale L. Bocconi, 17 giugno 2008, lingua: italiano
Relatore: Prof. Giorgio Fiorentini
Elisa Zanacchi - e-mail: elisazanacchi@hotmail.it
La tesi esamina i principi dell’esperienza EdC applicati alla gestione delle aziende. Dopo un’analisi del progetto, dei suoi principi fondatori e delle logiche che li caratterizzano, la tesi si articola sull’analisi dei meccanismi di governo delle imprese di EdC, sulle relazioni tra i vari soggetti portatori di interesse, sui sistemi di controllo e di rendicontazione esterna, applicando il metodo RainbowScore allo studio di caso del Consorzio Tassano per esplicitare e quantificare il valore economico delle relazioni.
L'esperienza delle imprese che vi aderiscono dimostra la sostenibilità economica del progetto EdC, la cui futura diffusione sarà condizionata dalla difficoltà nell’applicare la gratuità all’interno dell’azienda, che presuppone solidi principi religiosi o etico-morali.
Antonella Portone
Università La Sapienza di Roma, 8 luglio 2008, lingua: italiano
Relatore: Prof.ssa Antonietta Di Vito
Antonella Portone - e-mail: antonella.insi@gmail.com
Per comprendere i principi che informano l’EdC, si analizzano le specificità della cultura del dare del Movimento dei Focolari, gli ambiti che l'EdC coinvolge, i comportamenti aziendali, le esperienze di reciprocità, condivisione e gratuità frutto della fraternità di questo popolo nuovo, che fa meno rumore dei “grandi” della terra, ma propone soluzioni ed offre speranza e dignità. Il sogno antico dell’umanità e’ vivere in una società giusta che ci renda felici; la cultura del dare che muove migliaia di persone in tutto il mondo, tende a realizzare un umanesimo rinnovato dalla fraternità, radice per tutti di autentica uguaglianza e libertà, oggi necessario per la sopravvivenza delle comunità umane.
Stefano Norcia
Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Roma, 22 luglio 2008, lingua: italiano
Relatore: Prof.ssa Alessandra Smerilli
Stefano Norcia - e-mail: stefanonorcia@yahoo.it
Le politiche strutturali e gestionali delle imprese EdC nascono da una nuova idea di impresa come soggetto morale, dove ogni collaboratore riflette al suo interno i propri valori. Come caso di studio si considerano le aziende del Polo EdC Lionello Bonfanti, valutandone tramite questionari, con il metodo “RainbowScore”, i risultati sia economici che etico-valoriali. Si conclude che la vision di comunione si traduce in innovazioni di governance a livello di gestione, controllo e coordinamento e che la “benzina” del progetto EdC è l’orientamento strategico di fondo di ogni collaboratore, a tal punto radicato in ciascuno da indicare la corretta via di azione da perseguire.
Giovanna Gabbi
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Facoltà di Economia "Marco Biagi", 25 settembre 2008, lingua: italiano
Relatore: Prof. Antonella Picchio
Giovanna Gabbi - e-mail: giovanna.gabbi@virgilio.it
Partendo dalla lettura degli autori di storia del pensiero economico e incrociandola con quella degli autori che scrivono di EdC, si sono indagati i fondamenti etici e le esperienze concrete del progetto, evidenziandone l’affinità con l'approccio dello Sviluppo Umano, e valutandone la sostenibilità e l'estensibilità.
Lo studio ha mostrato come EdC risponda all’istanza di senso sempre più presente in economia e come costituisca un’esperienza concreta di economia civile, sulla scia della tradizione umanistica. La sua sostenibilità allo stato attuale sembra più culturale che di strumenti, e seppur si debba esser cauti a prospettarne un’ampia diffusione, questo non toglie ad EdC il valore di concretezza e di esempio di un modo diverso di fare economia.
Rebeca Gómez Tafalla
Università degli Studi di Genova, 27 ottobre 2008, lingua: italiano
Relatore: Prof.ssa Daniela Preda
Rebeca Gómez Tafalla - e-mail: rebetafalla@gmail.com
L’obiettivo del lavoro è sottolineare la necessità che in Europa si passi da un welfare paternalista a un welfare abilitante, in cui la persona viene rispettata nella sua dignità ed è messa in condizione di poter fare la sua parte. Il welfare state, conquista di civiltà dell'Europa, non regge più, perché ha ridotto il senso di responsabilità dei cittadini e paradossalmente indotto una perdita di democrazia.
Occorre un nuovo modello di “welfare civile” basato sul clima di fiducia proprio della economia civile, che accetti la eterogeneità delle motivazioni individuali, invece di considerare unicamente la motivazione dell'auto interesse, che è incapace di spiegare la presenza di imprese di tipo sociale come quelle del progetto EdC, in cui nella scala dei valori ha priorità la passione per l’altro.
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