Video - Patrimonio, alleanza, patto, eccedenza e relazionalità per promuovere generatività

Rilancio di  Luigino Bruni a conclusione dell'evento organizzato da Caritas Torino insieme all'Archivio della Generatività Italiana dal titolo: La bellezza dell'intraprendere. Il punto di vista della generatività. 100 minuti di idee. Torino, 22 maggio 2012

vedi articolo di invito     vedi articolo: Cento minuti di idee… generative    vedi articolo: Cento minuti di idee: la normalità dell’intraprendere

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© Punti di Vista Caritas , 2012

Sintesi dell'intervento:

Il rilancio di Luigino Bruni parte dalla parola «patrimonio» inteso come «dono dei padri», evidenziando il rischio di diventare «generazioni ingrate» che lasceranno a chi verrà dopo patrimoni deteriorati. Bisogna non interropmere la «catena dei doni tra le generazioni».- http://www.puntidivista factory.eu

Altro elemento richiamato è quello dell'alleanza che è legata alla parola «patto», oggi troppo spesso sostituita dal «contratto».

«In assenza di un patto sociale fondativo del contratto economico il mercato implode», il mercato come pezzo di vita e luogo di libertà porta frutti civili se poggia sull'idea comune di essere gioco cooperativo, prima di essere gioco competitivo.

«Questo vale anche per l'Italia di oggi» afferma Bruni chiedendosi «che cosa accadrà in Italia in questo anno pre-elettorale» e sostenendo che «Se in Italia non ritroviamo un'amicizia civile, la competizione è distruttiva perchè in questi venti anni abbiamo diviso il Paese sul piano civile, non solo su quello economico».
Il patto è aperto alla vulnerabilità.

Infine è generativa la dimensione dell'eccedenza e della festa, rievocata attraverso la parabola delle Nozze di Cana: quando Maria si preoccupa perchè è finito il vino denuncia la mancanza non di un bene di lusso ma di un bene che evoca la festa, l'eccedenza, la relazione. Questo, conclude Bruni è anche il ruolo che deve avere un soggetto come l'osservatorio Caritas: gridare «non hanno più vino» significa prestare la dovuta attenzione alle persone che sono povere non per la mancanza di beni materiali (la cui rilevanza non è certo da negare) ma di beni relazionali.

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