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Bruni, Luigino

Il caso dell'acqua. L'economia alle prese con i beni comuni

in Nuova Umanità n.193, 2011/01 vol XXXIII - Gennaio-Febbraio 2011

Nuova_Umanit193La scienza economica ha tradizionalmente trascurato il tema dei beni collettivi, e questo a causa del suo impianto metodologico individualista. I beni collettivi sono quei beni (come l’ambiente o la scala del condominio) che vengono consumati contemporaneamente da più persone e dove il consumo di un soggetto riduce il consumo di un altro. Quando si è in presenza di beni collettivi o comuni (commons) potrebbe verificarsi la cosiddetta “tragedia dei commons”, evidenziata dal biologo Hardin nel 1968. L’articolo legge il  consumo dell’acqua in questa prospettiva, e propone alcune ipotesi di soluzione del problema.

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Bruni, Luigino

Reciprocità e gratuità dentro il mercato
La proposta della Caritas in veritate

pubblicato su Aggiornamenti Sociali, n.01/2010

1001_Agg_Sociali_ridL’enciclica Caritas in veritate1 di Benedetto XVI è un testo di grande ricchezza e complessità, che merita di essere approfondito.
Dopo una sintetica presentazione nell’editoriale del numero di settembre-ottobre 2009 2, a partire da questo numero Aggiornamenti Sociali dà il via a un Forum dedicato all’enciclica, con l’intenzione di offrire diverse prospettive di lettura del documento. Il primo intervento è affidato al prof. Luigino Bruni, economista, che affronta il ruolo delle categorie di reciprocità e gratuità nella teoria economica.

Reciprocità e gratuità dentro il mercato


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Fazzi, Luca

Editoriale del numero di Impresa Sociale su Economia di Comunione
pubblicato su Impresa Sociale - n. 3-2009

Il concetto di impresa sociale è oggi oggetto di un’ampia e articolata discussione sia scientifica che politica. Diversamente da quella americana, nella tradizione europea, con il termine “impresa sociale” si fa riferimento ad una tipologia specifica di impresa caratterizzata dal perseguimento di obiett ivi di carattere sociale e da vincoli normativi alla distribuzione degli utili.

Questo concetto d’impresa sociale a ben vedere non è esaustivo di una serie di iniziative e progetti di impresa che, pur non essendo condizionati da un limite legislativo nella distribuzione degli utili, decidono volontariamente di destinare parte degli stessi al conseguimento di attività sociali.

Tra le diverse iniziative di impresa sociale non vincolate per legge all’uso sociale degli utili può essere annoverata l’esperienza dell’Economia di Comunione.

 


Luigino Bruni
Editorial
O que nos ensina a crise económica
publicado na Nuova Umanità nº.182, vol. XXXI, 2009/02

O desejo de possuir dinheiro e de acumular riqueza é uma paixão forte nos seres humanos, análoga ao instinto sexual, à fome, à busca do poder. Por esta razão, as civilizações sempre pensaram que estas paixões requeriam educação e instituições que soubessem regular e, possivelmente, transformar e orientar estas paixões ‘fortes’, em favor do bem comum.

A ética ocidental pré-moderna, por exemplo, encarou com grande atenção, e preocupação, o amor pelo dinheiro, enumerando a avareza entre os vícios capitais. O avarento era visto como um inimigo da comunidade, porque, fazendo do dinheiro não um meio para satisfazer as próprias necessidades, mas um fim em si mesmo, impedia a riqueza de circular e, portanto, de gerar o bem comum. O comerciante, pelo contrário, era normalmente visto como um construtor da vida civil, porque, fazendo circular o dinheiro, fazia com que a riqueza não ficasse parada e estagnada, mas fosse posta em movimento entre os vários componentes da sociedade. Portanto, nas  culturas antigas, o dinheiro não era condenado em si, mas apenas quando de meio passava a ser tomado como fim.

 documento (em italiano)

 


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Bruni, Luigino
L’economia di comunione di Chiara
Quando un carisma cambia anche l’economia
in Nuova Umanità n.177, vol.XXX, 2008/3link.gif

«Senza riconoscimento, senza intersoggettività, senza società non vi è umanità. E senza amore?»
(T. Todorov)

1. INTRODUZIONE
Ho ricevuto il dono di accompagnare Chiara per dieci anni affiancandola nel tentativo di dare dignità scientifica all’Economia di Comunione (EdC). Questo breve saggio è soprattutto un atto di riconoscenza a Chiara, e alla sua EdC, per la grande opportunità che mi ha dato di conoscere da vicino e studiare questo progetto.


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Bruni, Luigino e Smerilli, Alessandra

Il prezzo di Socrate. La difficile arte della selezione del personale nelle organizzazioni a movente ideale

in Nuova Umanità n.174, vol.XXIX, 2007/06

La selezione del personale è un processo molto delicato in ogni organizzazione. Nelle Organizzazioni a Movente Ideale (OMI) 1, che sono realtà nate attorno ad una ben chiara mission o “vocazione”, saper attrarre le persone giuste è un’operazione decisiva per la qualità della crescita nel tempo dell’OMI, e in molti casi per la loro stessa sopravvivenza.

Il prezzo di Socrate


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Bruni, Luigino

Deus caritas est. Una rilettura ad un anno di distanza
in Nuova Umanità n.170, vol.XXIX, 2007/02

A un anno di distanza dalla pubblicazione della Deus caritas est, si propone una rilettura dell’Enciclica di Benedetto XVI mettendo in luce alcune implicazioni per la vita economica e civile contenute nella prima parte della lettera. In particolare a partire dall’unitarietà e non contrapposizione delle forme dell’amore (eros, philia e agape), si sviluppano alcune intuizioni relative a una nuova declinazione del «principio di sussidiarietà».

Deus caritas est


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Mantovani, Mauro
La dignità del lavoro in alcuni scritti di Igino Giordani.
Sulla linea del nuovo "Compendio"

in Nuova Umanità, n. 170, vol. XXIX, 2007

L’Autore partendo da quanto affermato dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (CDSC), pubblicato nel 2004, si sofferma su alcune pagine di Igino Giordani a proposito della dignità del lavoro umano particolarmente rilevanti. Esse appaiono non solo di notevole profondità, ma anche di grande attualità e significatività e, pur senza particolari pretese di esaustività nel riportare i brani più importanti e conosciuti di Igino Giordani a proposito di questo tema, è davvero interessante accostare alcune sue espressioni ad alcuni nuclei tematici del CDSC che evidenziano, anticipandola, quasi una «mistica del lavoro» di grande valore profetico proprio nella prospettiva dell’elaborazione (sia teoretica che esperienziale) di un «nuovo umanesimo», «integrale e solidale».

La dignità del lavoro in alcuni scritti di Igino Giordani


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Bruni, Luigino

Giuseppe Tovini: economia come vocazione e impegno civile
in Nuova Umanità, n. 169, vol. XXIX, 2007

Il saggio presenta la figura di Giuseppe Tovini, una figura di cristiano, impegnato nell’economia e nella finanza dell’Italia di fine Ottocento. Ripercorrendo il pensiero e l’opera diTovini si cerca di mostrare l’attualità del pensiero del banchiere bresciano, in particolare lo si mostra come un vero e proprio fondatore dell’economia civile e della finanza etica, dove la banca viene concepita come uno strumento di inclusione dei poveri nella dinamica civile.

Giuseppe Tovini


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Bruni, Luigino
Cristianesimo e uso dei beni tra gratuità e mercato:riflessioni a partire dall’Economia di Comunione
Il significato sociale ed economico dei carismi nella Chiesa e nella società

intervento tenuto al Istituto Superiore di Cultura "Sophia"

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Paglione, M. Licia  - Serafim, Maurício C.

Quale sviluppo di comunione? L'Economia di comunione e la sua idea di realizzazione umana

in Nuova Umanità n.192, 2010/06 vol XXXII - pp. 703 - 723

Nuova_Umanit193I temi dello sviluppo e della povertà ricorrono con sempre più frequenza nel dibattito economico e politico nazionale e internazionale degli ultimi anni, caratterizzato dall’impegno a liberare ogni essere umano dalla condizione abietta e disumana della povertà estrema, e a rendere il diritto allo sviluppo una realtà per ogni individuo. Tale impegno è stato sintetizzato, durante un importante Vertice mondiale delle Nazioni Unite (2000) in otto Obiettivi di Sviluppo, da realizzare entro il 2015. Essi comprendono un’ampia gamma di aspetti che sottendono idee di povertà e di sviluppo molto più complesse di quelle più comuni, derivanti dal pensiero economico mainstream, che le riducono a faccende solo materiali e quantitative.

documento


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Bruni Luigino, Crivelli Luca

Introduzione al numero di Impresa Sociale su Economia di Comunione
pubblicato su Impresa Sociale - n. 3-2009

1. Uno dei messaggi più forti e chiari che provengono da questi tempi di crisi è l’insufficienza, economica ed etica, di un capitalismo fondato sui soli interessi e sulle “passioni tristi”. L’economia di mercato, per poter continuare a portare frutti di civiltà, ha bisogno di un supplemento di umanità, di una rifondazione antropologica e morale che la faccia evolvere in qualcos’altro, in un sistema economico più a misura di persona, senza dover rinunciare ai valori e alle conquiste che il mercato ha portato e porta sul terreno della libertà individuale e su quello dell’eguaglianza.

Questo numero è dedicato all’esperienza dell’Economia di Comunione (EdC), che i lettori avranno modo di conoscere sotto le sue varie vesti, di progetto di imprenditorialità sociale in cui sono coinvolte circa 750 imprese, ma anche di proposta più articolata e universale di un agire economico solidale e relazionale. Il progetto concreto ha avuto la sua scintilla ispiratrice in Brasile nel maggio del 1991, in occasione di un viaggio di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, alla comunità di San Paolo. Ma le sue radici affondano più in profondità: nella storia dei primi tempi dei Focolari a Trento, durante la seconda guerra mondiale; nel carisma francescano da cui Chiara Lubich trasse le prime ispirazioni (e il suo stesso nome nuovo da terziaria: il suo nome di battesimo era infatti Silvia); nella tradizione cooperativa trentina, nella quale Chiara è cresciuta e si è formata.


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Bruni, Luigino

Il Lavoro come Amore
Per una rilettura antropologica del discorso economico
pubblicato su Sophia - Ricerche su i fondamenti e la correlazione dei saperi - 2008 n°0

Premessa

La mancanza di riflessione profonda sul lavoro è una delle gravi lacune della teoria economica contemporanea, che ormai da decenni ha smesso di interrogarsi sulla natura del lavoro per concentrarsi unicamente sul lavoratore inteso come risorsa umana o come capitale umano che risponde, razionalmente, ad incentivi e sanzioni.

Anche l’attuale crisi finanziaria, ed economica, globale mostra con grande forza che il lavoro umano è decisamente relegato sullo sfondo del nostro modello di sviluppo capitalistico, sempre più in mano alla finanza che ha perso ogni contatto con la fatica del lavoro.


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Gui, Benedetto
Libri
Economia e bene comune. Spilli, torte, secchi bucati e altro ancora
in Nuova Umanità n.180, vol.XXX (2008/6)

«Un uomo trafila il metallo, un altro raddrizza il filo, un terzo lo taglia, un quarto gli fa la punta, un quinto lo schiaccia all'estremità dove deve inserirsi la capocchia…  [H]o visto una piccola manifattura di questo tipo dov'erano impiegati soltanto dieci uomini … [che]  erano in grado …. di fabbricare, fra tutti, … quarantottomila spilli … al giorno. Se invece avessero lavorato tutti in modo separato e indipendente … non avrebbero certamente potuto fabbricare neanche venti spilli al giorno per ciascuno…»

Questi celeberrimi fotogrammi scattati e commentati da Adam Smith ancora nel tardo settecento sintetizzano un primo tradizionale tema in fatto di economia e interesse collettivo: lavorare in modo specializzato e coordinato consente ai membri del sistema economico di ottenere una quantità complessiva di prodotti molto maggiore.

documento


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Bruni, Luigino
Editoriale
Economia e bene comune: l'aurora di un nuovo incontro
in Nuova Umanità n.175, vol.XXX, 2008/1

PREMESSA

Nessun concetto come quello di bene comune è assente dalla teoria economica moderna e contemporanea.
Ritroviamo realtà che gli assomigliano, come «bene pubblico» o «collettivo» (common) 1 i quali, però, come vedremo, sono molto distanti da quanto la tradizione classica e cristiana chiamava e chiama «bene comune».

In quanto segue cercherò di articolare alcune delle ragioni di questa assenza, che può risultare sorprendente a chi sa che l’economia moderna è nata, nel Settecento europeo, con un forte legame con l’idea classica del bene comune.


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Smerilli, Alessandra
L'economia senza gioia di Tibor Scitovsky
in Nuova Umanità n.170, vol.XXIX, 2007/02

Il saggio L’economia senza gioia, traduzione italiana di The Joyless economy di Tibor Scitovsky, può essere considerato un libro originale e profetico. Sebbene non recepito favorevolmente dalla critica all’epoca (1976) in cui fu scritto, ha il doppio merito di averci donato un’analisi originale e ricca del rapporto tra reddito e felicità, basata sul confronto tra comfort e stimolazione e di essere stato un libro fecondo, poiché ha originato molte ricerche successive.

L'economia senza gioia


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Bruni, Luigino
Responsabilità civile e sociale dell’impresa a confronto. Per il diritto ad una visione pluralistica del mercato
in ParadoXa, n. 4, anno I, 2007

Fondazione Internazionale Nova Spes
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Bruni, Luigino
L'angelo e l'altro. Riflessioni su comunità ed economia
marzo 2007

L'angelo e l'altrodocumento PDF


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Bruni, Luigino
Ricchezza francescana
in Nuova Umanità, n. 168, vol. XXVIII, 2006/6

Con questo suo originale e innovativo saggio, lo storico Giacomo Todeschini affronta il ruolo che ha avuto il carisma francescano nella nascita dell’economia di mercato. Ne risulta un quadro sorprendente e affascinante, che mostra come la povertà scelta volontariamente dai francescani creò le premesse culturali e poi anche teoriche per la comprensione della nascente economia di mercato. Todeschini mostra che l’etica economica moderna è stata il prodotto di un processo interno alla cristianità, nel quale il carisma di Francesco ha svolto un ruolo decisivo.
Ricchezza francescana


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Pelligra, Vittorio
Per un'etica pubblica della cura:
vulnerabilità, dipendenza e reciprocità

in Nuova Umanità, n. 165-166, vol. XXVIII, 2006

In questa nota abbiamo voluto porre in evidenza alcuni degli elementi fondativi su cui può organizzarsi un’etica pubblica della cura e i suoi nessi con i modelli di organizzazione dell’attività di fornitura di servizi alla persona ed in particolare ai disabili. Questi elementi sono la vulnerabilità e la conseguente dipendenza che ognuno di noi sperimenta in diverse fasi della propria esistenza, unitamente al valore fondamentale della persona-come-fine-in-sé; essi fondano un tipo di rapporto interumano nel quale i bisogni di cura e di dare cura sono simmetrici e possono trovare attuazione solo all’interno di una relazione tra persone.

Per un'etica pubblica della cura

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